
del 15-3-2005
La bianca spiaggia di Tono: la spiaggia che non c’è più
In
fondo a manca, una città da inventare. Due campanili senza campane e tanta
polvere. Ed una spiaggia bellissima. Bianca come il tono delle sue ciappe
(da Il Pianto delle Ciaule, Armando Siciliano Editore, Messina, 1995, 5-6)
Nessuno, dico nessuno, potrà ridarci la spiaggia che c’era un tempo nel golfo di Gioiosa Marea. Nessuno.

Ci
sono tre modi per affrontare, nel 2005 italiano, le discussioni politiche. Il
primo sa di viscido. Esattamente come fa la televisione di stato che non ha mai
detto che l’uniforme dei soldati alleati in Iraq non porta insegne delle
Nazioni Unite e non le porta semplicemente perché non hanno mai avuto un
mandato delle Nazioni Unite, perché se lo avessero avuto porterebbe di certo
quelle insegne (ma questo smentirebbe Berlusconi e Berlusconi non si può
smentire).
O molto più semplicemente come nella fattispecie dei vari conduttori
che si alternano su Rai Uno, da ‘Batti e Ribatti’ a ‘Porta a Porta’.
Confezionano notizie in maniera spudoratamente filo governativa: chiamano le
opposizioni solo per chiedere se qualcosa non va bene al loro interno e
ossequiano la maggioranza per fargli decantare quanto sono e sono stati bravi.
Il secondo è invece spudorato. Esattamente come fa la televisione di stato e
nella fattispecie il direttore del Tg1. Imbottigliano notizie come regali con i
fiocchetti dei soldi di chi paga il canone e li mettono sotto l’albero in
prima serata: mandano l’opinione di un leader dell’opposizione (tipo Prodi)
e fanno rispondere ad un elemento di quarto rango (tipo Nania) col solo intento
di declassare il ruolo del primo agli occhi dell’opinione pubblica. Oppure,
peggio ancora, mandano dapprima l’opinione dell’organo istituzionale
(ministri o affini), quindi la replica delle minoranze, ed infine la
contro-replica della maggioranza. Una vera crocifissione mediatica della
democrazia che si personalizza in un panino al salame.
Veniamo a noi. Viscida e spudorata insieme è invece la Gazzetta del Sud, che rappresenta il terzo caso. Caso unicamente siciliano dove non ci sono regole e nemmeno leggi. Da un lato dedica decine di articoli al Lungomare di San Giorgio di Gioiosa Marea per ricordare che, e dico giustamente, c’è il mare che avanza, ed attacca tutti di negligenza e latitanza. Dall’altro però, non dedica che sparuti articoli al degrado immane in cui versa la spiaggia di Gioiosa Marea e nulla dice, e nulla ha mai detto, dello stato di assoluta violazione di legge che si ha in località Saliceto di Gioiosa Marea.
Ovviamente, viene da chiedersi il perché di questa selezione e il criterio in base a cui si dispone delle corrispondenze e dell’indirizzo delle loro inchieste.

La spiaggia a Gioiosa Marea c’era. Ora non c’è più.
La spiaggia, parliamoci francamente, compare ogni tanto e poi si ritira. Quello che ‘crea’ la spiaggia è infatti un continuo flusso di sabbie che viaggiano nel mare, poggiandosi per un po’ e poi ripartendo: la spiaggia naviga, ovvero si sposta. Voglio dire che la sabbia da un lato si deposita e dall’altro scompare. Ci sono flussi e venti che portano queste polveri nel mare, e quando arriva la mareggiata se le riporta, dopo poco, e nel tempo, gli stessi flutti la reintegrano. Si, letteralmente, la reintegrano.
Ovviamente, la reintegrano quando possono. Cioè quando sono messi nella condizione di farlo. Se ci mettiamo un blocco di mezzo, tipo un porticciolo o meglio più porticcioli, interrompiamo il naturale corso di questa corrente di sabbia: e la sabbia, giustamente, si deposita altrove. Crea quindi nuove spiagge e di quella vecchia spiaggia, letteralmente, si scorda. Si scorda per non poter più, semplicemente, raggiungerla.
Questa è la realtà. Ed a quanto ne so io, ci sono anche altri progetti per fare altri porticcioli. La situazione quindi non potrà far altro che peggiorare.
La politica non lo so cosa fa in questi casi. Noi possiamo solo dare suggerimenti. La politica potrebbe ad esempio ricordarsi che c’è ancora un territorio del demanio che ricade nel territorio comunale di Gioiosa Marea che non è soggetto alle leggi di questa Repubblica (ente di diritto internazionalmente riconosciuto), ovvero la spiaggia di Saliceto. Potrebbe ricordarsi che la spiaggia di Villa Ridente dovrebbe seriamente essere resa disponibile a tutti. Anche se non si ha più accesso al mare per via di un sottopassaggio che è imbrigliato tra proprietà private, è pur sempre vero che alla spiaggia si può ancora giungere da Capo Nero. E se dobbiamo raggiungerla ‘bene’ è bene pensarci da ora, non solo poco prima dell’arrivo dell’estate, ma molto tempo prima che Berlusconi decida di vendere pure le spiagge per abbassare le tasse.

Guardando le immagini della sparatoria di Bagdad mi sono chiesto semplicemente perché la macchina è stata fotografata da destra se è stata colpita da sinistra? Se la Gazzetta del Sud dice una cosa, e non ci sono testimoni che possono affermare il contrario, è ovvio che la gente crede a quello che riporta il cronista nella sua corrispondenza. Ancor peggio, se non si riportano le cose, la gente non le saprà mai. Quanti, ad esempio, sanno che c’è un assessore ambientalista nella giunta Spanò? Ora, cosa vuol dire ambientalista? A sentire quello che succede nel Consiglio Provinciale di Messina dei dubbi sono venuti anche a me quando ho sentito che il capogruppo dei DS si è schierato a favore del Ponte. Ma ognuno fa quello che vuole. Certo, però, sarebbe un bene che gli elettori ne fossero messi a conoscenza. Ma torniamo a noi. C’è un assessore ambientalista in giunta di nome Saro Spanò. Lui dovrebbe essere la persona più giusta per rispondere ad alcune domande che in maniera prepotente stanno intasando il nostro Muro del Canapè e le nostre caselle di posta elettronica, specie da quando si sono pubblicate le foto sulla spiaggia di Gioiosa Marea. E l’assessore (e con lui tutta la giunta e chi ad essa si oppone) sa bene che il nostro sito è oramai la cosa più letta dai gioiosani e che i nostri articoli si stampano e, rimodellati, si riportano, in faccia al plagio ed al pudore, anche in Consiglio Comunale.
Lasciamo
stare il Saliceto. Oramai quella è una battaglia mia, e mi pare mia solamente,
perché non ho mai sentito nessuno prendere pubblica posizione, tranne una volta
il Sindaco che alla presentazione di un libro di un mio amico disse che si
sarebbe mosso. Ma gli altri dove sono? Mi chiedo quanti cazzo di voti ci sono (o
meglio i residenti locali di quanti voti dispongono) in quel lungomare di
Saliceto per giustificare questo silenzio? Eh?
Ah, a scanso di equivoci, io della minoranza fuori e dentro il Consiglio Comunale di Gioiosa Marea non parlo per loro manifesta inesistenza. Quindi mi rivolgo alla maggioranza, dove c’è talora del fermento dialettico, e confortato da ciò, mi aspetto un democratico contraddittorio nel nome di una comune volontà atta a fornire un contributo alla comprensione dei mali della nostra comunità: unico rimedio per porvi rimedio (o almeno tentare).
Torniamo all’assessore. Sappiamo ci segue spesso. Lo invitiamo a rispondere ad alcune domande, specifiche, sulla spiaggia. Non deve farlo per forza, ma se lo facesse farebbe contenti i nostri lettori. Oltretutto, non penso che siamo politicamente così lontani e quindi non dovremmo, teoricamente, scannarci tra di noi. Le domande all’assessore al turismo porterebbe invece troppo lontano e dovrei aggiungere troppe variabili e varianti, quindi le rinvio ad altri tempi (e poi abbiamo ancora tanto tempo prima delle elezioni).
Allora, se è vero che questa amministrazione ha fatto e suppongo voglia ancora fare dell’ambiente un punto cardine, prima, ovvia, domanda, è come si intende muovere il Comune per rendere effettivo il suddetto assunto? E come si intende muovere precipuamente per problematiche che al risanamento della spiaggia sono affini, quali la salute dei cittadini o l’indotto che se ne basa in periodo estivo? Suppongo che lei abbia deciso di restare in Giunta (dove c’è anche la mia cara amica Franca Sidoti) perché in Giunta si sente bene, quindi le sue idee sono condivise e lei condivide quelle degli altri. Non ho difatti visto scossoni in questi anni (certo restano ancora dubbi sul caso dell’ex assessore Coletta, ma non dispongo sinceramente di dati per commentarlo). Comunque, quanto sopra detto, fa riflettere, perché, ergo, evidentemente le cose vanno bene o sono quantomeno percepite come tali al vostro interno.

Caro assessore, le confesso che non ho a gran cuore la Costa Saracena e sovente dubito, specie di recente, della buona fede dei consorzi intermunicipali. La Costa Saracena mi pare sempre più una patetica trovata edilizia. E la Costa Saracena è ai miei occhi la prima responsabile di oggi per lo stato di degrado della Torre delle Ciaule, che dona appunto il nome alla Costa e la Costa stessa in cambio se ne strasbatte. E lei sa bene che c’è un nesso causale tra quanto accade al costone del promontorio della torre e quanto accade alla spiaggia del nostro golfo?! Ma il Comune, che rapporti ha con la Costa Saracena? Sono buoni? Ci sentiamo rappresentati?

Quanto alla politica del territorio le vorrei chiedere quali misure si intendono prendere per ottemperare alla crescente cementificazione di tutti i torrenti della zona, a cominciare dal torrente Zappardino (ma non voglio scordare il Casini la cui parte terminale è di già cementificata, a dispetto dell’omonima valle che si vuole area protetta e che già nasce come una contraddizione in termini!). Saprà bene che questo inficia il normale decorso delle sabbie e che oggigiorno, sì facendo, non arriva neppure un grammo di sabbia a mare. E pensi che i miei legati nelle terre basse mi hanno detto che non è arrivata sabbia nemmeno quando, per miracolo, come in questo periodo, il cielo ha scaricato acqua per 3 mesi di seguito.
Lei saprà bene che l’ente provinciale non ci aggrada, ed io ho avuto modo di dirlo in questo spazio decine di volte. La colpa è in primis dei gioiosani che non votano per dei gioiosani, certo. Ma questo non basta. E quindi le chiedo, ma se la Provincia Regionale di Messina gestisce gare ed appalti, il Comune di Gioiosa Marea, ente decentrato per eccellenza, conta ancora qualcosa? E se conta, e se ha contato, almeno a livello propositivo, che cosa ha fatto?

Certo, lei mi capirà, non voglio darle anche le colpe che vanno ad un sistema perverso che permette alle ditte di fare ricorsi e difatti di bloccare la consegna dei lavori. Ma un occhio glielo vogliamo dare ogni tanto o pensiamo solo alla spazzatura? [no, Vinciguerra, avevi promesso di non farlo ancora, non toccare questo argomento, ndr].
Un mio legato mi ha detto ieri che a giorni, Dio volendo, si potrebbero sbloccare gli appalti e potranno iniziare i lavori del ripascimento morbido (Capo D'Orlando, oramai, docet in tutto). Speriamo bene.
Invece, uno dei nostri frequentatori ha suggerito di chiedere ad un altro personaggio di spicco della galassia parapolitica gioiosana (non a lei), personaggio che non fa il politico, ma è come se lo facesse, se la colpa non è mica nostra che cacando troppo facciamo andare troppi stronzi a mare. E suggeriva pure un detto per immortalare il momento: "cacare meno per bagnarsi di più" (lo riporto perché ho promesso che lo avrei fatto e sono certo che i miei lettori delle terre basse scuseranno cotanta impudenza). Tschüss!
Vinciguerra d’Aragona
Capitano d’Arme
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