La sagra del sacro
Premessa a quanto dirò è che in un paese come Gioiosa Marea che vive di turismo l’assessorato relativo è l’assessorato più importante. Nella storia recente l’assessorato al turismo è stato sovente affidato al vicesindaco o una persona cui si voleva attribuire una particolare visibilità politica. Nell’assessorato al turismo vi dovrebbe difatti essere immanenza tra valenza politica e capacità settoriale.

Festa dell'Ottava
di Pasqua primi del '900
L’attuale amministrazione non era stata da meno. Il sindaco aveva difatti affidato all’ex vicesindaco tale assessorato, significando tanto l’importanza politica della nomina quando la simbologia che in essa era contenuta. Non è difficile scorrere tali incarichi negli anni precedenti per rendersi conto dell’importanza dell’incarico. Avendo comunque l’amministrazione attraversato, qualche tempo addietro, una seria crisi politica cui erano seguito nuovi assetti, il sindaco aveva sostituito tra gli altri anche l’ex vicesindaco con un nuovo assessore, cui il sindaco aveva evidentemente attribuito meriti politici ancorché capacità settoriali.

Festa dell'Ottava
di Pasqua primi del '900
Una prima considerazione. L’assessorato al turismo è di tale importanza che fette consistenti del bilancio comunale, e con esse la stessa programmazione di medio termine, ne fanno da corollario. Il bilancio, difatti, ovvero la spesa che segue le scelte politico-programmatiche del sindaco, e specialmente in un paese come Gioiosa Marea, non possono non concordarsi con l’attività dell’assessore. Allo stesso modo in un paese normale, ma quale Gioiosa Marea sovente non è, l’opposizione non dovrebbe votare il bilancio semplicemente perché a quel bilancio, ovvero a quelle spese, l’opposizione che si è presentata con un programma diverso si oppone in nome d’un programma politico diverso. In un paese normale dicevo, ovvero quando all’opposizione si attribuiscono proprie scelte politiche e capacità decisionali autentiche.

Ne segue una seconda considerazione. Vien da se che data la valenza del settore turistico, tutto ci si può aspettare tranne che ci siano scelte improvvisate. L’approssimazione non dovrebbe difatti esistere perché l’approssimazione non si accorda con un piano politico prestabilito e presentato agli elettori. Ne va della credibilità del programma, ovvero della persona che lo ha proposto, ovvero del sindaco. Ma ovviamente il sindaco può dare l’indirizzo politico generale, non può, né ovviamente deve, fare scelte in materia turistica stagionale né programmare le manifestazioni o determinarne le priorità. Il sindaco deve raccordare, ma raccordare l’operato dei vari assessori non vuol dire fare l’assessore. Altrimenti non ci sarebbero assessori. Se quindi l’approssimazione è degli assessori, evidentemente la responsabilità è degli assessori, fermo restando però il fatto che il sindaco ha i poteri per intervenire quando l’approssimazione può fare seri danni. E se non lo fa diventa corresponsabile per implicazione.
Mi dilungo sull’approssimazione, che talora puo’ diviene sinonimo di improvvisazione, che è un grave danno quando si parla della cosa pubblica e di chi la cosa pubblica gestisce. Improvvisazione può nei casi peggiori legarsi a disperazione, ovvero a scelte squinternate dettate dall’incapacità, ovvero dall’ignoranza
Non basta, ad esempio,
sedersi presso il telefono che è in fondo al tavolo, entrando sulla sinistra,
prossimo quindi alla finestra, nella stanza degli assessori, presso la
temporanea Casa Comunale di via Giuseppe Natoli Gatto, proprio di fronte alla
Guardia Medica, e fare n. 5 telefonate a n. 5 gruppi di jazz e dire che si
vogliono fare n. 5 serate di musica e riempire n. 5 serate. Nel caso specifico
si potrebbe ‘in via teorica’ disporre di Euro 5000 e si cerca di dare Euro
1000 a gruppo, oppure si vuole un gruppo meno scarso ed allora si danno 3000
Euro al gruppo meno scarso e si dividono i restanti Euro 500 agli altri quattro scassapagghiara
che sono stati chiamati per riempire le restanti serate. Tempo dell’operazione
una giornata. Spese ridottissime perché il telefono non si paga, ed ancor meno
se non si paga o si paga sottocosto il service, o la stessa SIAE con la quale
s’è magari fatta una convenzione stagionale.
Ora, buon senso vorrebbe che le politiche turistiche municipali portassero un messaggio in prospettiva e trasmettessere qualcosa di positivo, dimostrando passione politica e lungimiranza economica. Ma io purtroppo ben ricordo un manifestino dell’estate scorsa con un disegno di Gioiosa Guardia ed una susseguente manifestazione pseudo-musicale di tre giorni che si chiamava all’Ombra della Torre - o qualcosa del genere. Il riferimento era alla torre di Gioiosa Guardia. Ora, che ben venga la sensibilizzazione di Gioiosa Guardia, ma che non mi si mostri la torre in un manifestino se quella torre è collassata da due anni senza che nessuno, dico nessuno, dell’amministrazione abbia avuto il coraggio di gridarlo e denunziarlo!

E allora mi chiedo che messaggio è quello? Non certo quello che vuole sensibilizzare un sito abbandonato, magari proteggerlo o curarlo, o meglio valorizzarlo. Troppa grazia Sant’Antonio, lo so. Ed io mi sarei accontentato anche di meno. Ma ancora aspetto pure quel meno!
Quella sarebbe stata
l’occasione per dire che era caduta la Torre campanaria del Palazzo di Gioiosa
Guardia e che era crollata nel disinteresse assoluto. Ma forse del fatto che la
torre era caduta la gran parte degli amministratori e della gente che girava
loro attorno non era a conoscenza! Quindi non solo ignoranti ma pure presuntuosi
e in mala fede!
Eppure, basta poi poco per farmi ricredere, basta fermarsi un attimo e chiedersi una cosa semplicissima, ma perché non lo si affida a qualche persona competente, un direttore artistico, una personalità sganciata dalla politica, qualcuno che ne programmi per conto del comune, se del caso pagato dal comune, le attività? Di modo che l’edifico resti non solo nelle parole di proprietà comunale ed il comune lo gestisca fattivamente? Mi vengono in mente pittori, maestri di musica, compositori, giornalisti ed attori come Nino Scaffidi. Si tratta di gente sganciata dalla politica e che saprebbero come mettere fine a quel caos che ho visto l’ultima volta che sono entrato nell’auditorium durante una manifestazione, che doveva essere di tutti proprio perché comunale in un luogo proprietà del comune, ma dove invece tutti sembrano padroni di tutto, scordando proprio che era cosa pubblica.

Chiudo con la Festa della Liberazione dello scorso 25 aprile. E tutti sappiamo cosa rappresenta questa festa e la sacralita’ che le e’ propria. Ma nel paese dominavano solo dei manifesti comunali che dicevano di una sagra del pescestocco. Legarla ai partigiani che combatterono l’invasore mi sembra cosa di cattivo gusto. Mi dispiace veramente che ci sia stata una festa del genere in quel giorno e mi dispiace pure che la gente ci sia andata. Ma capisco che se la gente c’e’ andata evidentemente non aveva alternative perche’ l’offerta era di quel tenore, e temo che quella restera’ per un altro anno.
Resta il ricordo d’una Festa che segna la fine del nazi-fascismo ridotta a festa del pesce. Non e’ cosa seria! Ed ai miei occhi e’ solo sinonimo di totale confusione di idee. Chi ha messo insieme le due feste, ha recato un gravissimo danno d’immagine al paese. E reputo pure responsabili chi quella festa ha voluto proprio quel giorno e non ha bloccato, e non ha importanza se hanno capito o no quello che facevano, perche’ se lo hanno capito sono co-responsabili e se non lo hanno capito allora necessitano di un urgente riordino di idee.

Ho sperato invano che la ventata di feste cui il paese assiste da circa un anno fosse passata, ed invece no. Tanto che coinvolge la festa piu’ sacra della nostra Repubblica. A maggior ragione, non sono a conoscenza di grandi e serie manifestazioni che abbiano ricordato la Liberazione. E la latitanza delle istituzioni si e’ poi resa ancor piu’ grave con la prossimita’ della festa dell’Ottava di Pasqua. Anch’essa sottesa.
Mi preoccupa il fatto che ci possano essere altre feste e altre festicciole, sinonimo di scarsezza di idee. Perche’ nascondersi dietro le feste e’ solo sinonimo di inefficienza. Mi aspetto quindi la sagra del torrone, della opa e del sarago, dell’anguria, del pane cunsato, e poi delle cucuzzedde spinuse e del peperoncino di sett’anni. Mi aspetto una serie di sagre e di balletti. E mi aspetto manifestazioni senza senza storico e senza rispetto ambientale. Mi aspetto altro danno.
Ottava di Pasqua anni '70
Sinceramente, vedo il paese messo male. Veramente male. L’assessore al turismo non e’ Giulio Cesare, ed i gioiosani non sono i romani. Questo qualcuno glielo dovrebbe spiegare e farlo al piu’ presto. I gioiosani non hanno bisogno di panem et circenses, perche’ tanto il pane quanto i balletti li facevano e li faranno a prescindere dagli assessori pro tempore, che sono pro tempore perche’ appunto prima o poi scompaiono. Ed i gioiosani faranno feste anche dopo queste momentanee comparse.
L’estate scorsa fu un fallimento e non e’ la prima volta che lo dico. Il Carnevale non poteva andare male semplicemente perche’, assessore o no, i gioiosani il Carnevale se lo fanno lo stesso e lo stesso si divertono. Quindi c’e’ o non c’e’ assessore non cambia nulla. Ma ora c’e’ una nuova estate alle porte. L’anno scorso regno’ l’improvvisazione. Spero quest’anno ci sia un minimo di logica progettuale.
Fare quella telefonata dalla stanza degli assessori per contattare dei gruppi teatrali o dei cantanti non sara’ cosa difficile, ma che lo si faccia con criterio e con una logica. Bisogna PENSARE prima di fare la telefonata, pensare semplicemente ed unicamente al paese.
Concludo con un auspicio. Assuma il Sindaco personalmente l’assessorato allo spettacolo e al turismo. Capisco bene che non possa chiamare altri a quell’incarico e che purtroppo di assessori come l’avvocato Aragona ne ha solo uno. Ma cosi’ facendo darebbe un segnale forte, personificando lui medesimo in quell’impegno la scelta del paese e l’attenzione che si vuole manifestare per lo spettacolo e per il turismo. Altrimenti per coprire il danno d’immagine arrecato ci vorranno veramente anni.
Vinciguerra d’Aragona
Capitano d’Armi