I dubbi di Vinciguerra sulle primarie
ed il problema del passato glorioso
Ho una serie di dubbi sulle primarie.
In primo luogo le primarie appartengono, in
Italia, alla recente tradizione culturale del centro-sinistra.
Secondo, fanno
storicamente riferimento, specie nei paesini e pur ammettendo che ciò possa
funzionare per altri tipi di elezioni, ai tesserati dei partiti del
centro-sinistra (in questo caso, nello specifico di Gioiosa Marea, sarebbero per
la gran parte tesserati della locale sezione DS, con un’ovvia affermazione di
un candidato espresso da quella sezione).
Terzo, si suppone che tutte, o quasi
tutte, o se non altro le più rappresentative forze del centro-sinistra, siano
rappresentate. Infine, vorrei chiarire che una cosa sono le primarie virtuali di
questo sito, una cosa sono delle primarie da svolgere con carta e matite vere in
piazza o in un luogo chiuso di Gioiosa Marea, e questo semplicemente per il
fatto che non si tratta di elezioni politiche ma di elezioni comunali dove si
portano a votare pure i moribondi.




Salvo l’apporto di forti correttivi, a Gioiosa
Marea le primarie nascerebbero monche.
Innanzitutto, suppongo che chi le ha proposte non
vuole inserire alcuni frammenti del centro-sinistra, nella fattispecie
componenti che sorreggono l’attuale amministrazione. Aggiungo pure che dalle
discriminanti che sono state poste si escluderebbero a priori consistenti
componenti del centro-destra che nel liberismo berlusconiano credono vivamente.
In secondo luogo, non capisco dove poter
collocare politicamente il proponente, non so della consistenza elettorale del
gruppo che rappresenta ma neanche delle risposte che gliene potrebbero venire.
Ma ho forti dubbi che tutti i partiti siano disposti a seguirlo in
quest’avventura, per quanto l’idea resti legittima ed ammirevole per tanti
versi. Ma occorrebbe chiedersi pure chi rischierebbe di presentarsi alle
primarie, essere sconfitto, e quindi non poter coltivare il sogno di una
candidatura? Ma, soprattutto, i potentati elettorali che hanno fatto la storia
di Gioiosa Marea, mai e poi mai accetterebbero tale logica di democrazia
diretta. Vedo magari meglio qualche loro uomo dietro un muretto con carta e
penna a censire chi ha partecipato alle primarie per poi rapportarlo in debita
sede.

Infine, perchè mai dovrebbe seguirlo il sindaco,
o la sua componente politica, o qualche altro frammento di sinistra, in
quest’avventura? Sarebbe come ammette che hanno fallito nel loro mandato
amministrativo, e non solo il sindaco, ma chi continua ad appoggiarlo. Non si è
d’altronde mai detto di un sindaco in carica disposto a presentarsi alle
primarie.
In altre parole per poter funzionare ed essere credibili le primarie dovrebbero avere regole certe, ben definite, e le parti dovrebbero accordarsi su un programma condiviso, impegnandosi a rispettarlo.
Si apra invece contemporaneamente, ed a
prescindere dalle primarie, un dibattito costruttivo sui programmi, non
necessariamente sui nomi o sulle poltrone. E questo vuole essere un messaggio
per tutti, ed è bene dirlo, per il bene del paese.

Visto che ci sono, vorrei dire qualcosa in
proposito. Ancora abbiamo tanti mesi davanti, ma di una cosa vorrei iniziare a
parlare, una cosa che dovrebbe quantomeno essere presa in considerazione da
tutti i potenziali candidati a sindaco.

Vorrei aprire un dibattito pubblico su un
problema che non può essere affrontato unicamente dalla politica. Un problema
che credo riguardi il futuro del paese.
Ho avuto qualche settimana fa una cordiale discussione con il sindaco di Gioiosa Marea, seduti al tavolino di un bar, e sapete che io non sono sempre stato tenero con il sindaco ‘politico’. Concordavamo, per sommi capi, comunque, entrambi, su un problema che più passa il tempo più credo ci affligga, ed affligge anche chi scrive sul nostro blog e che è stato toccato anche nella recente risposta, al mio precedente editoriale, che l’ex sindaco Cusma’ mi ha voluto gentilmente indirizzare. Il problema sfugge alla politica e credo possa essere unanimemente accettato come tale, in una logica bipartisan, da tutti

Credo tutti concordiamo sul fatto che Gioiosa Marea non è più quella che era una volta. Qualcuno dirà che se si guardano i flussi turistici non è esattamente così, ma al momento questo non è il problema. Il problema è che c'è, purtroppo, la percezione che il paese non abbia più quel ruolo che aveva in passato.
Non è comunque questo il momento di
ricriminare.
È questo, a mio avviso, il momento di
indirizzare invece la nostra attenzione sul problema mentale, di percezione
appunto, che riguarda il nostro passato. Che voglio dire con questo. Voglio dire
che non si può più vivere pensando a come era Gioiosa Marea in passato, quando era quello che era. Ci sono stati degli errori, sicuramente,
delle congiunture economiche negative, sicuramente, degli spostamenti nelle
dinamiche turistiche che ci hanno svantaggiato, sicuramente, e quant'altro ...
ma resta il fatto che Gioiosa Marea non è
più quella che era.

Ora il mio suggerimento, a chiunque vuole candidarsi a fare il sindaco di questo paese, che sia l'attuale o che siano altri, è di evitare di inserire nei loro programmi riferimenti al passato, alle glorie del passato, agli splendori della costa, alla perla del Tirreno ed ai fringuelli che saltellavano sui davanzali, insomma, a quello che è stato. Perchè dico questo, lo dico perchè si sta inculcando nelle nuove generazioni un senso di negatività e sfiducia che ne intacca indelebilmente il loro rapporto col paese.
Il problema è che ho sentito ragazzini parlare di un passato glorioso di Gioiosa Marea, un passato che questi ragazzini non hanno conosciuto. Ma non lo ricordo nemmeno io, e nemmeno il Webmaster.
Io, come tutti quelli della mia generazione e
delle generazioni che sono seguite, siamo semplicemente cresciuti con quel
ricordo tramandato, tramandato da tutti, ben oltre le cerchie familiari.
Vivere nel ricordo è quanto di peggio ci possa essere. Io non ho ricordi visivi di quello che si dice essere stato un paese all'avanguardia, con spettacoli e spettacoli, e migliaia e migliaia di persone in giro per tutta l'estate e non per due settimane e mezza. D’altronde, perchè dovrei mentire e dire che lo ricordo. Io, onestamente, non lo ricordo. Ma, ripeto, come tanti, sono cresciuto in quel ricordo. Anche perchè, andando in giro, i gioiosani, a tutt'oggi, non fanno altro che far riferimento a quel passato in cui vissero, indebolendo quindi, anzi svilendo, il presente in cui vivono.

Bisognerebbe, insomma, iniziare a pensare anche
al futuro, non sempre al passato.
Vinciguerra d’Aragona
Capitano d’Arme