
del
20-12-2004
Caro Babbo Natale
o chi per te,
ho dieci desideri per la mia Terra di Giojosa, e di sicuro ne dimentico altri. Voglio farti partecipe, non ti chiedo di realizzarli, anche se ti confesso mi piacerebbe che ci provassi .
Primo, vorrei che si potesse nuovamente accedere alla Torre delle Ciaule , che la si espropriasse, che si aggiustassero le mura e si consolidasse il costone e vorrei arrivarci nuovamente salendo dalla caletta di levante, dalla scaletta di mattoni rossi e magari dopo aver fatto l’amore sulla sabbia senza pericolo che cada addosso. Come facevamo tutti una volta .

Secondo, vorrei rivedere il canneto che c’era tra la spiaggia e la ferrovia che passa da Zappardino, prima che il mare e, peggio, l’ingordigia umana distruggessero tutto.

Terzo, vorrei rivedere la spiaggia che c’era sotto il campetto di calcio sulla spiaggia di Gioiosa e vorrei rivedere i giocatori che, per come raccontano in tanti, calciavano la palla dal lato del mare per cercare di fargli raggiungere le onde e non ci riuscivano per quanto era lontana .

Quarto, vorrei vedere le Grotte alla Marina. Nel senso che vorrei entrarci. Mio padre mi racconta che ci entravano tutti quando lui era un ragazzo. Sì, vorrei vedere i cunicoli
.

Quinto, vorrei vedere acqua scendere ancora nel torrente Zappardino e mulini funzionare all’altezza di Monte Castelluccio e alberi sui monti di Gioiosa com’erano una volta e capire finalmente dov’era e quant’era grande il famoso ‘bosco’ che causò tanti scontri con il vescovo di Patti per i diritti di legnare e pascolare .
Il sesto punto è cosa nuova e spero lo si vorrà inserire nei programmi elettorali di chiunque vorrà presentarsi alle prossime amministrative e che di certo avrà il sostegno di noi di Guardia. Dico del basolato, quello di cui parlava Badolati nel 1928, quello che è appena emerso per sbaglio, quello che in tanti ricordano, quello che solo chi non sa camminare bene sui tacchi detesta, scordando che da Via del Corso a Via Monte Napoleone alle nostre Nicosia o Piazza Armerina è invece sinonimo di unicità.
.
Il settimo desiderio voglio dedicarlo alla montagna dello Skino, o meglio a quello che ne è rimasto. Mi piacerebbe rivederla senza quel fottio di colori che violano ogni uniformità, che fanno sbiancare le nubi della Delft di Vermeer o pietrificare le intimità delle donne di Schiele .
L’ottavo punto è per l’amata San Giorgio. A San Giorgio penso alla tonnara. Chissà com’era? Io non ho mai avuto modo di vederla perché l’anno bombardata prima che io venissi a conoscenza della sua importanza antropologica, storica, culturale e sociale.
Il nono punto, lo riservo ad una mia vecchia battaglia. Mi riferisco ai ladri del Saliceto, ovvero a quanti hanno rubato i nostri accessi al mare. Spero anche che qualcuno mi denunci perché a questo punto non vedo chi possa più bloccarli, se non per vie legali. Caro Babbo Natale, vorrei veramente vedere quella spiaggia e farlo scendendo, come da legge prescritto, dalla strada Nazionale.

Decimo, ed ultimo desiderio è per la mia casa. Quella di Guardia. A parte il fatto che cade convenzionalmente una pietra al giorno e che le pietre cadono di più in coincidenza delle feste perché c’è gente che con le pietre costruisce i contorni dei falò per arrostire la salsiccia e le cotolette di maiale, devo notare che di recente è caduto pure un pezzo di torre campanaria.

Vinciguerra d’Aragona
Capitano d’Arme
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