del 4-3-2005

  Meno di Cento Passi  

Qualche settimana fa hanno arrestato una cinquantina di fiancheggiatori del boss di mafia Bernardo Provenzano.

Le numerose antenne che infestano il Monte di Guardia mi consentono di ascoltare anche la Radio Televisione Svizzera, la televisione ticinese. Orbene, a sentire la televisione di Lugano, tra gli arrestati c’era anche il figlio di un ex sindaco di un paese dell’interland palermitano co-fondatore, in Sicilia, del partito dell’attuale Presidente del Consiglio italiano, voglio dire Forza Italia.

La notizia è stata completamente celata dalla stampa di regime, tanto Raiuno quanto Raidue hanno presentato la notizia come grande vittoria del governo ed il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana si è complimentato con le forse dell’ordine. Bene.

Non molto tempo fa il Governatore della Regione Sicilia ha invitato a non parlare di mafia e criticato trasmissioni televisive che parlavano di mafia. Bene.

Io non credo che la mafia sia un’astrazione. Credo che i mafiosi abbiano un volto, un nome e siano semplicemente dei criminali cui non attribuisco nessuna dignità ideologica perché sono delinquenti che delinquono per cause ignobili.

Io non so se una brutta copia del padre di Peppino Impastato, riprendendo per mano un altro figlio, in un luogo vicino a Gjoiosa Guardia, lo invitasse a ricontare Cento Passi, in quale direzione lo potrebbe portare. Non posso neanche ipotizzarlo. So solo che la mafia non è astrazione.

Le statistiche dicono che la gran parte degli imprenditori siciliani paga il pizzo. La gran parte dei commercianti, vado per analogia, paga il pizzo, la gran parte dei negozianti paga il pizzo. Lo paga a Palermo come in un luogo non lontano, anzi prossimo a Guardia. La mafia non è astrazione. Anzi.

A volte la mafia ha anche dei nomi. Ha fisionomie e comportamenti caratteristici con cui siamo abituati a convivere. Ha il volto dell’istituzione più prossima, il volto dell’ente decentrato, il volto che non ti aspetti, il piglio dell’arroganza, diviene il dovere tradotto in favore, l’attesa esasperante fuori dalla porta di alcuni uffici di pubblica amministrazione, il volto del dipendente che si sente incarnazione del Cristo in terra e che se non ti vede debitamente accompagnato non ti caca nemmeno di striscio, ed infine si camuffa da ricatto istituzionale. Ha il volto diffuso dell’usura. Ha il volto della corruzione. Non è astrazione.

 

La mafia è la concessione o il permesso che devi comprare. La mafia è la pratica passata prima. La mafia è quella degli arresti. E’ quella la mafia. Altrimenti cos’è la mafia? Cos’è se non la turbativa d’asta, l’usura, il favore fatto presso gli enti decentrati? Cos’è se non corruzione di pubblici ufficiali? Cosa dovremmo dire altrimenti ai nostri figli? Diremo sempre che è un’astrazione quando invece è così prossima che bastano meno di Cento Passi per arrivarci?

E queste persone quando parlano con i loro figli cosa dicono della mafia? Dicono delle loro frequentazioni e dicono dei favori che concedono? Che dicono ai figli? Dicono che la mafia è cosa cattiva e dovrebbe essere condannata?

In questo luogo vicino Guardia mi dicono che non si parla di mafia. Come se non ci fosse. E dire che in altri paesi questo luogo si conosce proprio per questo motivo.

Riporto in merito due discussioni, recentemente avute con gente non di quel posto, che mi ha citato fatti e personaggi di quel posto, e che hanno ispirato questo pezzo. Per loro non è astrazione, forse perché non parlavano del loro paese, e suppongo perché dovendo magari dire del loro paese avrebbero pure detto che era astrazione: ma siccome parlavano segnatamente di quel posto prossimo a Guardia, mi dicevano proprio di fatti e persone di quel posto di cui hanno sentito per televisione. Sicché parlavano di cose concrete.

Si, meno di Cento Passi.

Vinciguerra d’Aragona

Capitano d’Arme