Bravo Ignazio
del 7-4-2005

Dire oggi che il Sindaco di Gioiosa Marea ha deciso di azzerare la sua Giunta senza preavviso è essere in malafede. Questo vale per l’opposizione che in questi tre anni ho sovente bacchettato, che per la maggioranza che ho talora difeso.

 

Non sono mai entrato nel merito dei suoi accordi politici d’inizio mandato.

Non ho mai detto che l’assessore Franca Sidoti appartiene ad un partito che accusa il Presidente del Consiglio di conflitto di interessi e che è a fianco degli operai del primo turno di Mirafiori 

e che il Vicesindaco Giovanni Princiotta al partito del Presidente del Consiglio appartiene. Non ho mai detto che il partito del Vicesindaco è per il Ponte di Messina

 e che l’assessore Saro Spanò (cui non chiediamo più di rispondere a precedenti solleciti perché non vorremmo interferire negli stimoli)  lo dovrebbe definire un ecomostro. Questi problemi non li abbiamo mai sollevati. D'altronde, per le amministrative di tre anni fa (abbiamo i risultati), parte dei DS si accordò con il Sindaco e parte con il suo avversario Elio Coletta 

. Il secondo fece poi pubblicamente accordo con Alleanza Nazionale e lei con Forza Italia. Siamo in un piccolo paese. E questo è stato accettato in passato, lo è oggi e lo sarà sicuramente anche in futuro.

Ma io continuo a difendere il Sindaco. Anche se devo schierarmi contro i miei amici. Secondo me ha seguito una sua logica. Ha minacciato un anno fa di sfiduciare tutti ed ha tenuto in stand-by la Giunta per qualche giorno. Due giorni fa ha deciso di mandare tutti a casa.

Una delle accuse più violente che gli sono state rivolte è stata quella di essere persona di poco polso. Quando ha fatto marcia indietro sulla Giunta questa convinzione si è rafforzata nell’opinione pubblica e fomentata da alcune porzioni di maggioranza ed opposizione si tradusse nell’immagine di un Sindaco debole. Uno che aveva ritrattato. Oggi leggo quella sua mossa come incentivo.

Le volte che ho avuto modo di parlargli non ho mai avuto l’impressione di parlare ad un debole.

Ora delle precisazioni. Il sindaco non deve scordare, e se può lo ricordi a chi di dovere, che la gente ha votato per lui. Che mai e poi mai il gruppo del Vicesindaco da solo avrebbe vinto le elezioni - quelli sono i loro voti e quelli restano: oltre quei voti a Gioiosa Marea non sono mai andati e non credo che da soli oltre quei voti potranno mai andare. Le altre componenti, compresa la componente più grossa, quella dei DS - che ha nelle sue fila la figura politica attiva più famosa che ha Gioiosa Marea, ovvero Teodoro La Monica  - tre anni fa, da sola, non poteva pensare di vincere le elezioni. E questo semplicemente per il fatto che non aveva un Ignazio Spanò da presentare.

I gioiosani votarono Ignazio Spanò, che non scordiamo si scontrava con Coletta, che era una delle personalità politiche più forti della zona. Votarono per lui con una percentuale impressionante.

Ora deve fare la nuova Giunta. Certo in Giunta vennero eletti anche il Vicesindaco forzista ed una diessina. Poi i forzisti divennero due ed oggi lavorano insieme  – quindi hanno una rappresentanza più forte in Consiglio ed hanno intenzione di farla valere.

    

I diessini hanno solo il Presidente del Consiglio . Ovviamente altri consiglieri ed i rimanenti assessori potranno ancora chiedere qualcosa. Ma il punto è che tanti hanno votato per un candidato a Sindaco di nome Ignazio Spanò, che aveva fatto l’accordo con Forza Italia gioiosana, perché quella componente diessina e altre componenti e l’assessore Spanò     proprio quel gruppo di Forza Italia dovevano bilanciare. Questo fu il messaggio che si trasmise all’opinione pubblica. Che lo metabolizzò bene. Ora, attenzione. Se consideriamo la sua elezione a Sindaco come voto personale è un conto; se invece si vuole estendere l’elezione anche alla Giunta che lei propose si deve tenere conto di quei bilanciamenti.

Un appunto per la minoranza. Faccia attenzione. Lì c’è gente rappresentante di rappresentanti abituati a vivere di cambiamenti. Faccia offerte e le garantisco che arriveranno subito i voti: bachio un assessore x tre consiglieri. Nessuno li ha mai visti in questi anni ed ora cercano visibilità. 

Il Sindaco sa le priorità. Riporto quanto scritto da Marcello Mollica.

Quanto alla Gioiosa d’oggi, sofferente per storture nuove (retaggi d’altre storture) e per abusi nuovi (retaggi d’altri abusi), credo chieda semplicemente il coraggio delle scelte. Scelte oramai improrogabili. Interlocutore è (e deve essere) il suo primo cittadino, il dott. Ignazio Spanò. Gioiosa chiede semplicemente scelte complessive (e prime fra tutte il Piano Regolatore Generale) e scelte particolari (o, meglio, la riconquista di quanto le è stato tolto, anzi nascosto: le grotte alla Marina, in balia delle dimenticanze; la spiaggia del Saliceto, in balia dei privati; i resti dei due siti dell’alto monte di Guardia, in balia dell’ignoranza; e tant’altro). Al suo interlocutore d’oggi gli auspici di un fertile dialogo e, forse più, quelli di una mutua comprensione”.

Se deve cambiare che lo faccia laddove può in assoluta autonomia. Che voglio dire. Proponga a quelle componenti che lo hanno aiutato nell’elezione che diano dei nomi. Oppure faccia dei nomi, almeno per quelle componenti. Lì c’è tutta la base politica che ha accettato fin dall’inizio e quindi da cui deve ora eventualmente accettare dei nomi (non un nome, una serie di nomi) o con cui deve confrontarsi se i nomi li propone lei.

Di sicuro qualcuno vorrà restare. Certo c’è una seconda possibilità, quella che lei possa rifiutare i nomi che le propongono e specie se i nomi proposti sono gli stessi di quelli che lei ha sfiduciato. A quel punto dipende da lei. Ma difficile, inopportuno, difficilmente giustificabile diventerebbe mandare a casa uno e tenere un altro, almeno di quei quattro che all’inizio ha presentato in Giunta. Quindi, o tutti o nessuno, a meno che l’accordo non sia avallato da quelle stesse forze politiche che quei quattro rappresentano. Avesse lei sfiduciato una sola persona o avesse rotto con un partito o più partiti potrei capire. Ma se non si giustifica l’azzeramento per mancanza di stimoli a livello individuale, allora per definizione questo si spiega nel collettivo, assumendo appunto una valenza di Giunta. Su questo non ci piove e su questo si gioca ora la sua credibilità.

Certo, a quel punto potrebbe volare alto e lasciare un segno dall’alto di quei voti che ha preso.

Dimenticavo, faccia in fretta. C’è la tendenza a confondere i ruoli, lo saprà bene pure lei, e qualche dipendente potrebbe pensare di fare anche il politico, o forse lo fa già …

 

Gioiosa Guardia, 06.IV.2005

Vinciguerra d’Aragona

Capitano d’Armi