Ambiente e ambientalisti gioiosani   

La volta scorsa, riferendomi all’assessore al turismo, avevo auspicato un intervento del sindaco perche’ togliesse d’imbarazzo il paese assumendo personalmente l’interim di quella delega. Stavolta, riferendomi all’assessore all’ambiente, auspico le sue dimissioni tout court, che ne segnino quantomeno una presa di distanza, sia pur colpevolmente tardiva, dal danno ambientale e dalla carneficina storica che si e’ prodotta in questi anni nel paese. 

 

Qui il ragionamento e’ lineare. L’assessore e’ semplicemente corresponsabile per non aver detto niente. Chiarisco che in questa sede non tratto di plastiche o riciclaggio, che possono ed anzi vanno bene, parlo invece di una palese responsabilita’ nel mutamento topografico del territorio di Gioiosa Marea, parlo di nuovi profili che la spudoratezza umana ha ridisegnato.  Ma non credo ricevero’ risposte, per come non ne ha d'altronde mai date, soprattutto perche’ non mi immagino cosa dovrebbe rispondermi. E questo lo deduco dal fatto che non si sara’ sicuramente reso conto di quello che stava succedendo attorno a lui, cioe’ di come e’ cambiato il paese in questi ultimi anni. Poiche’ se l’avesse compreso si sarebbe gia’ dimesso da tempo. Anzi, che non risponda affatto, poiche’ se lo facesse ora dovrei pensar male, e non potrei dargli alcun beneficio di dubbio, quindi mi auguro che non abbia semplicemente capito quello che e’ successo attorno a lui; a quel punto difatti mentirebbe a se stesso ed a quei titoli che si e’ auto-attribuito. Quindi, mi non nni inchissi cchiu’ di pilu.

 

Certo che se si dovesse analizzare l’impatto che hanno avuto sull’ambiente le trasformazioni che hanno interessato Gioiosa Marea nell’ultimo periodo, troveremmo difficile trovare casi locali lontanamente comparabili. Probabilmente dovremmo scorrere circa 200 anni di storia e tornare ai tempi dell’acquisto da parte dell’Universitas di Gioiosa Guardia del terreno che era detto, e censito, come Ciappe di Tono, dal Canonico Giardina di Patti, per edificare la nuova Gioiosa a fine Settecento. La stessa violenza edilizia e strutturale la ritrovo solo nello sbancamento di oggi.

 

La cosa che pero’ disturba di piu’ e’ che a reggere l’assessorato competente, e’ stato negli ultimi anni un assessore che si definisce ‘verde’, ovvero ambientalista. E questo e’ il grave danno della recente politica italiana, dominata com’e’ dalla spudoratezza bipartisan. Uno si alza la mattina e dice: ‘io sono comunista’, ‘io sono radicale’, ‘io sono ambientalista’, ‘io sono azzurro’. Parlo in buona sostanza dell’auto-attribuzione di titoli specifici e competenze che nulla hanno a che vedere con l’effettiva messa in pratica degli stessi.

 

Sembrerebbe difatti un assessorato un po' latitante. Ed io non voglio in questa sede parlare di comportamenti che verranno giudicati, prima di tutto, in sede elettorale; ma parlo dell’inveterata pretesa, specie siciliana, di ergersi a paladini di battaglie per grazia ricevuta, e nel nome di quella grazia ricevuta operare di concerto, legittimando quindi in nome d’una verginita’ ricevuta a divinis ogni cosa.

 

Certo queste persone renderanno conto del loro operato di fronte al corpo elettorale, e di questo siamo tutti consapevoli. Ma duole pensare che si definiscono ancora, e che si rappresentano, o che siano rappresentati altrove come rappresentanti di ideali che non hanno per grazia ricevuta – (salvo prova contraria ...).

E invece no, perche’ gli atti hanno tutti una paternita’ ed il non averli denunciati, per anni, rende chi quegli atti non ha denunciato responsabile quantomeno politicamente, ancor piu’ se auto-definitosi ‘ambientalista’, ovvero difensore dell’ambiente. Grave quindi il danno d’immagine alla cultura ambientalista. Gravissima la ripercussione sui giovani in termini di fiducia.

 

Non so se Lega Ambiente o altre associazioni ambientaliste ne sono a conoscenza, ma se non lo sono ebbene che vengano messe a conoscenza. D'altronde alcuni responsabili di Lega Ambiente seguono il nostro sito, quindi per induzione mi aspetto che quest’articolo provochi almeno un dibattito al loro interno. Che si facciano quindi una passeggiata a Gioiosa Marea.

 

L’assessore non ha operato come uno di sinistra, tantomeno come un ambientalista. D'altronde mezza sinistra provinciale si e’ espressa a favore del ponte sullo stretto di Messina, quindi che aspettarsi a Gioiosa Marea? Ma il nostro assessore direi che non ha semplicemente operato, mentre si disintegravano montagne e c’era lo scialapopolo di un Piano Regolatore Generale che si vuole risolvere solo ora, alla fine del mandato elettorale, come una vera e propria presa per il culo.

 

Dov’era l’assessore all’ambiente quando si diceva dei problemi di collegamento e del crollo della strada? Ha mai preso posizione per lo svincolo? e’ contro o e’ a favore? Insomma e’ carne o e’ pesce? Che e’? E come si pone, e s’e’ posto, sul recupero del bene primario che va sotto il nome di Tonnara di San Giorgio? E come si pone sullo scollamento, territoriale e culturale, con la frazione di San Giorgio? E penso male se penso che i loculi al cimitero giungono ora solo perche’ tra un anno si vota?

Lo invito infine a leggersi bene, prima di dimettersi, le 182 osservazioni ed opposizioni al Piano Regolatore Generale del 1996, dove era assessore all'ambiente. Spieghi pubblicamente la sua posizione sul presunto inadempimento contrattuale dei professionisti incaricati di redigere la rielaborazione del Piano Regolatore Generale e dica qualche parola pure sul mutamento urbanistico del territorio comunale. Questo stato, lo sapra’ sicuramente, ha portato alla bocciatura del Piano Regolatore Generale - riportandoci al piano approvato negli anni '70. E ci dica, infine, come si e’ giunto alla costituzione dell’Ufficio di Piano Regolatore Generale! Oltretutto con tempi lunghissimi, che hanno portato solo oggi, dopo quattro anni dal suo insediamento, ad avere uno schema di massima in Consiglio Comunale, ancora incompleto, e che non ha quindi permesso al Consiglio Comunale di approvarlo.

 

Infine, gia’ che c’e’, e se puo’ in accordo con l’assessore al turismo, mi potrebbe cortesemente anche dire che intenzione ha per quella lapide marmorea che giace sul pianoro sotto Gioiosa Guardia, e nella risposta potrebbe anche far riferimento all’impatto socio-ambientale della stessa lapide? Quella lapide riporta la foto di un mio amico che si e’ volontariamente tolto la vita. Ma a quanto ne so io il Comune non ha mai dato autorizzazione a costruire quella tomba. Vorrei sapere se l’autorizzazione e’ stata data in questi ultimi anni. Dico questo perche’ ho di recente avuto qualche problema quando ho fatto una lezione ai bambini delle quarte elementari di Gioiosa Marea proprio in quel pianoro. Assessore all’ambiente ed assessore al turismo, per quanto ci ho provato, non riuscivo a collegarlo alla storia di Gioiosa Guardia, alla sua diaspora, a Gioiosa Marea! Proprio non ci riuscivo. Ed ho paura che per la colpevole disattenzione di qualche responsabile amministrativo – che dice gia’ tanto, di per se, sul peso che si vuol dare ai beni culturali e specie al Monte Meliuso (!!!!!) – la gente, specie i bambini, finiranno a breve con l’associare quella lapide a quel posto in maniera indelebile.

 Intanto chiedo per prima cosa se c’e’ autorizzazione. Secondo, se l’avete data, come l’avete motivata? Infine, se l’avete data, potreste cortesemente spostare quella lapide un poco piu’ in basso, di modo che non sia proprio sulla stradina che porta ai ruderi e non confonda la gente, e specie i bambini. Amen.

Vinciguerra d’Aragona

Capitano d’Armi