Il Mare
I colori del nostro mare visti da artisti gioiosani
Era
da qualche tempo che pensavo di scrivere qualcosa sul nostro mare. Questo non
perché del nostro mare non si parli, e non si parli abbastanza; ma perché
volevo parlare del nostro mare in maniera diversa. E magari aggiungendo qualcosa
al dibattito che periodicamente ci perseguita su puzze, fogne e depuratori, su
vie di fuga, torrenti e accessi al mare, su occupazioni abusive di suolo
pubblico e su chiusure illegali di accessi.
Insomma,
avevo voglia di parlare del nostro mare in quanto tale: perché per un giorno
almeno non voglio sentire di cose negative, di cattiverie, di falsi storici e di
minchiate variamente assortite.
E
così mi sono detto: “Vinciguerra, perché non chiedi a qualche artista
locale, esperti in arti diverse, qualcosa sul mare ”? Artisti gioiosani,
cioè, che descrivano il mare: che ne parlino, lo dipingano, ne tratteggino i
momenti fermandoli in uno scatto o in una frase.
E quindi ho chiesto ad Emanuela Incognito di darmi tre poesie sul mare, ad Alice Miracola di darmi tre foto sul mare, ed al maestro Gianni Molica di poter utilizzare per il nostro sito tre suoi dipinti sul mare.

Il fatto che uniamo le opere di un maestro affermato come Gianni alle opere delle esordienti Alice ed Emanuela non deve sorprendere e siamo sicuri Gianni per primo sarà felice di questa scelta :)
Perché
volevo parlare del mare? Ebbene, volevo parlare del mare perché il mare è
tutto quello che abbiamo: anzi, tutto quello che resta. Perchè viviamo di mare:
perchè siamo del mare: perché siamo mare.

Misterioso
manto sconosciuto,
profondo e vasto tango della notte,
su note d'onde mi inquieti
e rimango lì,
distesa a sentire il tuo profumo
che suona d'immenso,
che riflette di luna.
Mi
viene in mente san Nicola.
La statua del nostro protettore prese a benedire mare e montagna da quando la portarono a Gioiosa Marea seguendo il torrente che scorre per la vallata, e per oltre duecento anni ha continuato a farlo dal ponte di Zappardino, unico punto da dove si vede Gioiosa Guardia.
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Certo,
questo poteva andare bene nell’Ottocento. Quando ancora aveva un senso
benedire i campi, i raccolti, la seta, questue e questuanti, funicelli e
orti, e, nel contempo, anche mare, pesca e quel poco che – almeno nella
nostra zona - ne arrivava. Ma oggi bisogna evidentemente cambiare. San
Nicola ora ha ben altro da benedire. Non
ci sono più raccolti da benedire, gelsi per bachi da seta, vigne che
possano dare da mangiare oppure olivi o noccioleti. Tutto questo è per la
gran parte delle persone finito, a meno che non si considerino i
pochissimi che nell’industrializzazione di qualche prodotto possono
ancora dire di poter far mercato. Sicché, oggi, resta solo il mare.
Il
mare, intendo, del turismo: il mare dei campeggi. Ma anche il mare della
montagna, dei b&b, degli agriturismo. Ecco cosa deve benedire ora San
Nicola. Un
appunto politico ... che non escluderei dal raggio d’azione del santo
protettore … |
Noto
che il sindaco Spanò ha assunto la delega al Turismo; l’avevo auspicato in
tempi non sospetti, anni fa, sul nostro sito. E sono, oggi più di prima,
convinto che l’assessorato più importante del paese - un paese che vive di
turismo - necessita di una posizione privilegiata ed esclusiva.

S'intinge
d'un viola purpureo che sfuma il tempo,
lasciando spazio per un attimo al porpora
che
si riflette dall'alto,
ma è blu cobalto come il cielo il suo colore
e
fa innamorare persino l'amore.
Rimembranza
d'ogni speranza,
elude
lo sguardo che s'alza
in un suono vibrante,
proveniente
dal piumaggio bianco, sfioro
l'acqua e siedo al tuo fianco.
Nel
dialogo con le varie istituzione, tanto orizzontale quanto verticale, ci
rappresenterà quindi il sindaco. E mi auguro che questa diventi prassi, anche
alla fine di questo mandato. Che, cioè, i sindaci a venire assumano
l’assessorato al Turismo, di modo che si possano imputare colpe e successi
direttamente a loro, che sono le colpe ed i successi più importanti della
storia amministrativa. Così si potrà giudicare del turismo, e dicendo del
turismo si dovrà giudicare il sindaco.
Torniamo
al mare ... ed a san Nicola intercedente …
Se
c’è una cosa che mi ha colpito, sin da bambino, sul mare del Golfo di Gioiosa
Marea, sono i suoi colori mutevoli. I toni del mare che cambiano incredibilmente
ogni mezz’ora. Sarà il gioco delle correnti, sarà l’ombra delle montagne,
saranno i fondali; ebbene, qualunque cosa sia, è semplicemente straordinaria.

Evanescente
sfumatura che colora l'aria
e
in un abbraccio unisce terra e cielo
e
se anche il grigio della strada opprimesse,
nel sorriso di un tramonto ti vedrei riflettere.
Vi confesso che non smetterei mai di guardare quei colori ed il loro mutare. Volevo, ma non ci sono riuscito, restare un’ora a guardarli, quei colori, qualche giorno fa, quando sono sceso per mezza giornata da Guardia. Ma li ho potuti guardare solo per qualche minuto.

Avete
per esempio visto i colori come cambiano sotto il Canapè o come cambiano
guardando il mare dal Canapè verso la Stazione o come cambiano sotto la roccia
di Capo Skino e poi andando più a largo come la superficie muta seguendo il
colore delle nuvole e poi si scontra con i riflessi delle rocce che vengono giù
dalle montagne fino a toccarsi con quanto sale dalle profondità della fossa
tirrenica con i suoi riflessi ed i suoi colori e corre per altre dorsali
proiettando i contorni nelle zone più prossime alla riva?

Pensavo
di scrivere un paio di pagine, ma credo questo basti; e superflue erano anche le
virgole nell’ultima frase J
: avrei aggiunto altra retorica e ne vediamo già troppa.
Ecco,
comunque, di cosa volevo parlavi.
Vinciguerra
d'Aragona
Capitano d'Arme
che ringrazia
per
i quadri Gianni Molica
per le foto Alice Miracola
per le poesie Emanuela Incognito