Siamo alla
frutta
di Vinciguerra e della Scellerata
Premettiamo che non abbiamo mai scritto nulla assieme e che spesso le nostre posizioni non sono coincise. Ed anche in merito alle azioni da prendere in questo momento drammatico per la storia di Gioiosa Marea e del versante orientale del Comune di Piraino non siamo d’accordo su tutto, essendo la posizione della Scellerata più intransigente di quella di Vinciguerra, che per una volta si presenta più moderato. Quello che segue è frutto, quindi, di sintesi assai sofferta, a riprova, comunque, che, se si ha buona volontà, le sintesi sono possibili. A questa capacità di sintesi invitiamo anche un nostro caro amico.
Certo, sarebbe stato facile scrivere oggi di una serie di prove di inefficienza purtroppo sotto gli occhi di tutti. Troppo facile risolvere il tutto dicendo semplicemente: ‘Ve lo dicevamo che non solo c’erano protagonisti che volevano unicamente pubblicità, ma anche altri che erano assolutamente incapaci’.

Siamo, però, convinti
che di questi giorni quello che resta, e resterà, è la straordinaria adesione
spontanea ad una iniziativa nata, e sviluppatasi, senza alcuno sponsor politico!
Questo a voler dimostrare che a volte non serve darsi titoli, e che basta la
buona fede: bisogna essere se stessi, essere sinceri e onesti: credere,
soprattutto, in quello che si fa. Perché mai era successo nella storia recente gioiosana un simile, clamoroso,
seguito quale quello che si è visto con la richiesta spontanea della
consegna delle schede elettorali e dell’apposizione delle firme a sostegno
dell’iniziativa.
Questo
fa paura, non le parole.
Ma questo fa anche
capire che la gente è stufa di ascoltare lezioni da chi sale in cattedra per
pontificare: di gente che parla troppo di democrazia, di diritti e libertà.
Ma
Madonna Libertà, quella vera, era, in questi giorni, di casa a Gioiosa Marea:
era sotto gli alberi. In tanti hanno avuto modo di vederla. Aveva gli occhi
della Signora Nina, pensionata che deve andare a Patti a farsi i controlli
all’Ospedale Barone Romeo e non sa come andarci.
Gli occhi di Nina erano gli occhi della rabbia, gli occhi della sfiducia. Perché
Nina non si pone il problema di una attività economica che va male causa i
disservizi causati dall’interruzione della Strada Statale 113 all’altezza di
Capo Skino, Nina ha il problema, ben più serio ed immediato, della salute: il
terrore dell’isolamento.
Nina ed i tanti come Nina soffrono più di tutti gli altri. Questo non dobbiamo
scordare. Soffrono più di tutti quelli che parlano e poi si affidano alle
promesse.
Ma Nina è stanca di promesse. Nina non vuole più promesse. Nina vuole
semplicemente andare al reparto di Ortopedia del Barone Romeo. Nina non chiede
tanto: ha i suoi acciacchi e sa che la Sanità Regionale è per lei a Patti, e
sa che a Patti si sente, in qualche modo, sicura; o, quantomeno, la certezza di
arrivarci la rassicura.
Solo che Nina da qualche mese non si capacita del perché è diventato così
difficile andare a Patti, non si capacita più dei disagi.
Così la Signora Nina, quando ha saputo dell’iniziativa, è corsa. Ha firmato, ha consegnato la scheda elettorale, si è seduta ed ha guardato altri che la seguivano.
Ecco perché il Comitato
andrà avanti, continuerà per la sua strada e resterà sotto gli alberi fino al
5 marzo 2008. I membri sono convinti
che firme e schede saranno ancora tante. Ed a prescindere da come andrà a
finire sarà una lezione di vita e civiltà per tutti. Il Comitato raccoglierà
firme e schede soprattutto per gente come Nina, perché
a Nina lo ha oramai promesso.

Certo ci sarà da combattere con il vecchiume. Il vecchiume e le paure non passano mai. Tipo, ad esempio, quando abbiamo appreso che qualcuno ha proposto che siano i gioiosani a togliere le pietre e liberare la strada. Noi speriamo che una simile diavoleria non abbia seguito. Non facciamo riferimento alle conseguenze per chi sarà parte di questa iniziativa, ma ad un semplice ragionamento di sicurezza. A parte la denuncia (per inciso, ricordiamo a tutti quelli che sentono dire che se non si vota ci saranno delle sanzioni che chi lo dice è un BUGIARDO), nell’eventualità qualcuno si farà male sgomberando la strada non avrà alcuna assicurazione.
Ciò
detto nessuno vuole escludere la possibilità che si giunga ad una forte
candidatura locale con fine predominante nel suo programma quello di
intraprendere tutte le iniziative a che la Strada Statale 113 sia
definitivamente messa in sicurezza. (Vinciguerra, specialmente, non vuole
assolutamente rinunciare al suo diritto al voto!) Solo che, basandoci su
trascorsi, restiamo ancora perplessi, e ci aspettiamo tanti di quei veti che
alla fine i gioiosani voterebbero per gente di Floresta o di Oliveri pur di non
votare gioiosani.
Ed a tal proposito, c’è
una cosa che preme ricordare. Un grande aiuto al Comitato Spontaneo è stato,
proprio in queste ultime ore, offerto dalle dichiarazioni di qualcuno (di cui
non faremo il nome in questa sede) che ha pubblicamente ripetuto che la riunione
di qualche giorno fa presso l’Auditorium si era conclusa con una posizione
unitaria. L’affermazione (come confermato da chi si è presentato a firmare)
ha convinto decine di titubanti ad aderire all’iniziativa del comitato.
Oggi, alle 19.00, si
sono superate le 1000 firme, mentre le schede consegnate sono alcune centinaia
(un computo esatto si potrà fare ad apertura urne). Si ricorda inoltre che tra
i firmatari ci sono già stati numerosi consiglieri comunali ed assessori, di
maggioranza e di opposizione (tra gli altri, il Presidente del Consiglio
Comunale Salmeri; il Vicesindaco Piraino; la Consigliere Aragona; il Consigliere
Cultrera; il Consigliere Sciammetta; il Consigliere Gumina).

Il Comitato Spontaneo (di cui la Scellerata è co-fondatrice) è orgoglioso di detta protesta iniziata venerdì 22 e ritiene che solo la valenza politica che ne seguirà ne determinerà la riuscita.
Nell'immediato, Vinciguerra e la Scellerata, reiterano quanto richiesto al Sindaco di Gioiosa Marea anche da altri (perchè davvero si è arrivati alla frutta!), cioè di farsi carico dei lavori di consolidamento e della messa in sicurezza della Strada Statale 113 attribuendo poi le spese agli organi di competenza. Questa soluzione potrebbe essere definitiva ed immediata. Noi non crediamo si debbano fare ulteriori proteste che allungherebbero notevolmente i tempi (fermo restando che restano legittime tutte le proteste). Vogliamo ora un atto concreto!

Ciò detto, il Comitato Spontaneo sollecita ancora una volta gli elettori a pensare che il voto (così come il non voto) è un’Arma, nella convinzione che la minaccia di astenersi in massa dal voto (come accaduto altrove in passato), agiti le acque, colpendo non i singoli politici, ma la politica in quanto tale.
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