L'Ottava di Pasqua

Pubblichiamo uno stralcio dal capitolo Il definitivo abbandono di Giojosa Guardia, dal libro di Marcello Mollica, Gioiosa Marea, dal Monte di Guardia a Ciappe di Tono e San Giorgio (Armando Siciliano Editore, Messina, 2003, pp. 159-161), per gentile concessione dell'autore, dedicato alla traslazione della statua di san Nicola da Gioiosa Guardia a Gioiosa Marea

[…] La traslazione della statua del Patrono da Guardia avvenne […] otto giorni dopo la Pasqua del 1797 (donde l’Ottava, nel rispetto della tradizione).    
Scrive, però, prosaicamente Forzano, che sostiene d’aver testualmente citato un vecchio documento: “Giorno memorabile in Giojosa Guardia, si vede un accorrer di gente, uno scoppio d’applausi, un intuonar di salmodie, un grido assordante e frenetico di Viva San Nicolò! Viva il nostro Protettore! […] 

La bara del Santo Patrono uscendo in solenne processione dalla Madre Chiesa, s’indirizzava al novello Tempio con concorso immenso di popolo, che, a capo scoperto accalcatesi sulla via, si pigiava per contrastarsi il merito di mettere una spalla per il trasporto del Santo. Cresceva il fragore reso più assordante dallo sparo di mortaretti. Seguivano delle frotte di contadini e contadinelle che, nei loro tradizionali cangianti, abbandonato il loro consueto lavoro, si mettevano sotto la protezione del Santo; alcune empiendo l’aere di preci ed invocazioni, altre colle chiome sparse e coi piedi scalzi pregavano per i defunti. 

Era uno di quegli spettacoli commoventissimi che convertono la fantasia del miscredente al profondo sentimento della religione! […] Seguivano il Patrono le rappresentanze civili in abito ufficiale e lo precedevano le Confraternite e il Clero colle insegne religiose use in simili congiunture. 

Si diresse il corteo verso la strada che conduce alla Contrada Casale, punto eminente, ove esiste una Chiesa parrocchiale, nella quale entrato, replicaronsi agli spari, si resero più vive le grida, fino a che, superati i difficili sentieri, si giunse nella Chiesa di San Michele nella Contrada omonima, appartenente alla famiglia Forzano da gran tempo […] Compiuta la cerimonia, la bara seguì il vasto transito della Fiumara, e, all’entrata del novello paese varie e significanti furono le liete dimostrazioni in quei pochi che lo abitavano”[1].

[…] Il Gaetani, che pur scrisse quarant’anni dopo, aggiunge nuove notizie sul trasporto della statua del patrono: “In quel giorno tutti i contadini, uomini e donne, vestiti nei migliori abiti, si radunarono a Giojosa Guardia, nello spiazzale della Chiesa, accompagnati dal parroco della contrada cui appartenevano.

Incominciò la discesa dal monte. Tutti vollero accompagnare il Santo con devozione e gioia infinita. Non rimase a casa nessuno tranne qualche vecchio paralitico o qualche ammalato grave. 

La via percorsa fu quella del territorio Fico, San Filippo e torrente Zappardini. 
Quando la statua giunse sul limitare del nuovo paese, volendo che benedicesse il paese ed il mare, prima di entrare in Chiesa fu portata in processione. I marinai vollero nel tratto della Marina, trasportarne essi la statua, lottando così coi contadini per prenderla, che assolutamente questi non volevano cedere. 

Ripresa dai contadini dopo nuova lotta e dopo che il Santo ebbe data la benedizione al mare, benedetto tutti, il paese e la campagna, allora, S. Niccolò entrò nella nuova chiesa [costruita] ove attualmente è la casa canonica, accanto alla Chiesa Madre”. 
Il Gaetani concludeva che l’uso di benedire il mare e la terra sarebbe continuato[2].

Ricordiamo che a causa delle avverse condizioni meteorologiche, la storica processione dell'Ottava di Pasqua non si è potuta svolgere, come previsto, per giorno 20 aprile. La processione è stata spostata a domenica 27 aprile.

[1] Cfr. Giusepe Forzano Natoli, Giojosa Guardia, Giojosa Marea. Cenni storici, Tipografia del Progresso, Mistretta, 1887, pp. 58-62; Giovanni Gaetani, Giojosa nella sua origine e nella sua evoluzione storica, Tip. Giovanni Spicuglia Xibilia, Catania, 1929, p. 70.

[2] Gaetani, op. cit, pp. 70-71.


 


Questa mattina , come tradizione, subito dopo gli spari dei mortaretti , la banda ha allietato la mattinata dei gioiosani suonando in tutte le vie e piazze del paese. 
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