Le grotte del Tono
e il cancello dei misteri

Avete mai notato quello strano e misterioso cancello di fronte la stazione ferroviaria di Gioiosa marea ?

Al di la di quel misterioso cancello ci sono delle bellissime  Grotte, da valorizzare sicuramente a fini turistici ed ambientali, che hanno accesso da una imboccatura di 1,60 metri d'altezza e di 1,80 metri di larghezza. 

Una curiosa volta s'innalza subito e sulle pareti si notano le prime concrezioni.

     

Due cunicoli segnati sul rilevamento qui riprodotto come 0-1 e 0-12, agevolmente percorribili, formano un anello che si congiunge in tre.

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Dal settore sinistro della zona esplorata si dipartono altri due cunicoli (1-11-9) e (1-2-8) che si congiungono, anche questi, ad anello.  

  
  

 

Come si può rilevare dalla cartina planimetrica, si tratta di due sezioni anulari che hanno in comune il cunicolo intermedio (1-2). Il settore nord-occidentale costituisce un allargamento del cunicolo (8-9), il quale nella parte terminale (10) assume l'aspetto di una cavità di ampiezza maggiore.  

  

 

 

Lungo l'asse esterno della grotta si snoda un cunicolo (16-15-14-4-5-6-7) che si sviluppa per una lunghezza rilevante in curve ed anse del tratto meridionale (16-15-14) del braccio e con andamento pressocché rettilineo dal punto 4 fino al punto 7, luogo in cui il passaggio è ostruito da materiali vari di riporto.  

  

  

 

Questo cunicolo è collegato agli altri precedentemente descritti da un'ampia cavità (4-3-13) che si estende verso nord (4-13) ed alla quale anch'essi convergono.  

  

  

 

L'esplorazione eseguita, come si osserva dalla cartina non esclude che ci si trovi di fronte ad una limitata sezione della cavità e che da imbocchi oggi sepolti si possa pervenire ad altre cavità, camere e cripte.  

  

 

 

Il colore predominante delle pareti è il grigio, ma non mancano sfumature rossastre.

  

  

In alcuni cunicoli la volta è ricoperta da una patina lucida dalla quale si dipartono piccole stalattiti. Ivi abbondano le concrezioni dalle forme più strane e belle e, se pur di modeste dimensioni, le stalagmiti.  

  

 

 

E' da tenere presente che la facile accessibilità deve avere favorito in passato l'insediamento umano, che deve avere apportato un risultato rovinoso per i materiali d'abbellimento, oggi piuttosto esigui.  

  

 

  

  

Nella sezione orientale della Grotta si osserva un livello di sabbia leggermente cementato dal deposito calcareo incrostante, il quale sarebbe da collegare con l'esistenza delle sabbie della vicina spiaggia.

Testo tratto dal libro "Gioiosa Marea, Storia Note Immagini" 1980  

- LA LEGGENDA GIOIOSANA -

  

Una vecchia leggenda giojosana narra che qualche centinaio di anni fa un gruppo di ingegnosi abitanti di Giojosa Guardia vollero provare se le grotte di Contrada Urghi, alle pendice del Monte di Guardia, fossero veramente collegate - per come si diceva nella Guardia di allora - con le grotte che sono alla base del Monte Meliuso, tanto nel punto terminale di Ciappe di Tono che in quello del Promontorio di Capo Calavà.

  

Si dice che i giojosani buttarono numerose palle di fieno nelle grotte e che poi scesero alle Marine per aspettarne la comparsa.

  

Pare che a distanza di qualche giorno, tanto a largo della Spiaggia del Bove quanto a largo delle Grotte della Marina, il fieno che venne buttato nelle cavità di Contrada Urghi (che dall'intenso rumore d'acqua gorgeggiante che sale dagli incavi che tagliano alcune sue rocce prende appunto il nome) affiorasse a galla.

  

Epilogo

Dato che, a quanto ci è dato sapere, nessuno ha mai voluto provare ... i Gioiosani si chiedono se non valesse la pena provare a buttare queste ....."palle di fieno

  

  

  

Le splendide foto sono state realizzate da Egidio Marziano