La festa di San Giorgio
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Come ogni anno si è svolta la bella Festa di San Giorgio, protettore della più grande frazione del Comune di Gioiosa Marea.
San Giorgio è venerato come santo e martire dalla quasi
totalità delle chiese cristiane che ammettono il culto dei santi ed è chiamato
"megalomartire".San Giorgio è onorato anche dai musulmani. Visse nel
III secolo e morì prima di Costantino I, probabilmente a Lydda (presso
l'odierna Jaffa in Palestina), secondo alcune fonti nel 303. Il suo culto risale
al IV secolo.
Non ci sono notizie certe sulla vita e sulla stessa esistenza di san Giorgio.

Secondo alcune fonti, Giorgio era originario della Cappadocia (zona dell'odierna Turchia), figlio di Geronzio, persiano, e Policromia, cappadoce, nato verso l'anno 280. I genitori lo educarono alla religione cristiana fino al momento in cui entrò nel servizio militare. Trasferitosi in Palestina, si arruolò nell'esercito dell'imperatore Diocleziano, comportandosi da valoroso soldato fino al punto di giungere a far parte della guardia del corpo dello stesso Diocleziano, divenendo ufficiale delle milizie.
Si narra che in una città chiamata Selem, in Libia, vi era un grande stagno , tale da poter nascondere un drago, che, avvicinandosi alla città, uccideva con il fiato tutte le persone che incontrava. Gli abitanti gli offrivano per placarlo due pecore al giorno, ma quando queste cominciarono a scarseggiare furono costretti a offrirgli una pecora e un giovane tirato a sorte.

Un giorno fu estratta la giovane figlia del re, la principessa Silene. Questi
terrorizzato offrì il suo patrimonio e metà del regno, ma la popolazione si
ribellò, avendo visto morire tanti suoi figli. Dopo otto giorni di tentativi,
il re alla fine dovette cedere e la giovane si avviò verso lo stagno per essere
offerta al drago.
In quel momento passò di lì il giovane cavaliere Giorgio, il quale, saputo
dell'imminente sacrificio, tranquillizzò la principessa, promettendole il suo
intervento per evitarle la brutale morte. Quando il drago uscì dalle acque,
sprizzando fuoco e fumo dalle narici, Giorgio non si spaventò e lo trafisse con
la sua lancia , ferendolo e facendolo cadere a terra.
Poi disse alla principessa Silene di non aver timore e di avvolgere la sua
cintura al collo del drago; il quale prese a seguirla docilmente come un
cagnolino, verso la città. Gli abitanti erano atterriti nel vedere il drago
avvicinarsi, ma Giorgio li tranquillizzò dicendo loro di non aver timore poiché
«Iddio mi ha mandato a voi per liberarvi dal drago: se abbraccerete la fede
in Cristo, riceverete il battesimo e io ucciderò il mostro».
Allora il re e la popolazione si convertirono e il cavaliere uccise il drago e
lo fece portare fuori dalla città trascinato da quattro paia di buoi.

In Italia ed in Sicilia il culto per San Giorgio fu assai diffuso e le città e i comuni di cui è patrono sono più di cento, di cui uno capoluogo di regione (Campobasso), e due capoluoghi di provincia (Ferrara e Reggio Calabria), inoltre si contano ben ventuno comuni che portano il suo nome.
San Giorgio è da sempre considerato santo patrono degli Scout: esploratori e Guide. Questo non per le origini inglesi del movimento, bensì per la simbologia a lui legata, dei cavalieri e del bene che sconfigge il male. Nella tradizione italiana la Festa di san Giorgio è il giorno del rinnovo dedicato al rinnovo della promessa, proprio per la vicinanza del cerimoniale della promessa a quello della cavalleria. Nei pressi di questa data spesso vengono organizzate attività intergruppo chiamate Campo San Giorgio, che si svolgono attorno al 23 aprile. Anche nelle associazioni scout non confessionali (come per esempio quella del britannica) o il Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani il giorno di san Giorgio viene sempre festeggiato, spesso con una parata.











testo tratto da wikipedia, foto dal gruppo facebook della Pro Loco San Giorgio