E dietro la frana cosa è rimasto ?
Ieri avevamo promesso ai frequentatori del sito dei gioiosani un'ennesima passeggiata sul "luogo del disastro", ma questa volta scavalcando la frana usando la strada chiamata ormai da tutti "alternativa"
Notiamo subito che le ruspe e le pale sono in movimento da diversi giorni , per cercare di togliere i tanti cedimenti di questa strada fatta giustamente con urgenza e quindi senza molte sicurezze e/o muretti di contenimento. Ci informano che la strada alternativa è stata per brevi momenti chiusa, per permettere agli operai di metterla, almeno questa , in una certa sicurezza.
Arriviamo a Capo Calavà, la frazione turisticamente più importante della nostra cittadina, con circa 1500 posti letto ma soprattutto con tantissimi posti di lavoro per i gioiosani durante l'estate. Ci accoglie un'altro grosso blocco di cemento, con tre cartelli. Notiamo subito che nessuno dei cartelli invita a proseguire per Gioiosa tramite la strada alternativa. Addirittura il cartello sulla destra consiglia agli automobilisti che desiderano proseguire il viaggio verso Brolo, di prendere l'autostrada A20 a Patti, cioè invita a tornare indietro.
Superiamo il Muro di Garibaldi e ci accoglie un'altra frana....ci mancava pure questa. Ma è piccola in confronto alle altre: in fondo è caduta solo della terra e un grosso masso, e l'albero è riuscito miracolosamente a rimanere ben saldo.
A pochi metri ancora un'altra frana, questa volta un po' più grande, ma niente in confronto a quello che ci aspetta. Le pietre sono rimaste imbrigliate alla rete che riesce a mantenerle, rigonfiandosi alla base. Ma la frana parte purtroppo anche questa dall'alto della collina.
Ma ecco arrivare a quello che avremmo tanto sperato di non trovare
Parte della strada statale 113 è crollata a mare !
Abbiamo molta paura a scattare le foto e non ci avviciniamo molto, in quanto ci rendiamo conto che l'asfalto si tiene in piedi praticamente da solo, quasi sospeso nel vuoto. La carreggiata è fortemente inclinata verso il mare che ha lentamente scavato con la sua incredibile forza dal basso, facendo crollare parte della collina verso il mare.
Questa qui in alto è forse la foto che spiega meglio la situazione. L'asfalto pende verso il mare, la condotta fogniaria di Capo Calavà è spezzata, il guarda rail è saltato, i muretti non esistono più e la strada sembra crollare da un momento all'altro a mare.
Da questa posizione inoltre ci accorgiamo che un altro grosso blocco di pietra sta cadendo. E' quello che sostiene il piccolo posteggio panoramico che permette di far ammirare la baia nella sua interezza.
Anche questo sembra precipitare presto
Torniamo indietro, lo spettacolo per oggi è
stato triste: non credevamo di trovare tanta tristezza. Povera Calavà e poveri
noi gioiosani privati della più importante strada di collegamento verso Patti,
verso l'Ospedale e verso Messina.
Ma è solo colpa del tempo ?
E' stata triste la nostra passeggiata, con una
costa distrutta nella sua interezza da Capo Skino a Capo Calavà spiaggia
compresa.
Ma Capo Calavà non è solo meta turistica: ci sono famiglie che ci abitano
tutto l'anno. Come faranno per il loro vivere comune? Come potranno dormire
tranquillamente la sera senza aver paura d' essere inghiottiti anch'essi dal
mare ?
Avranno accesso alle normali esigenze quotidiane come acqua, luce o collegamenti
fognari ?
Non sappiamo più cosa pensare ,demoralizzati
da una situazione probabilmente senza uscita. Continuare a sperare ? Ma cosa ?
Come potremmo dare una certezza ai nostri figli ? L'Anas cosa dice ? Come pensa
di risolvere il grosso problema ?
Questa in fondo è un'importante strada statale, qualcuno deve fare qualcosa.Se
l'autostrada per un qualsiasi motivo dovesse chiudere, i collegamenti tra
Palermo e Messina come sarebbero garantiti, facendo passare i camion uno alla
volta dalla
strada alternativa che regge al massimo un carico di 3,5 tonnellate ?
A livello nazionale fanno tutti orecchi da mercante, concentrando l'attenzione esclusivamente sul possibile straripamento del fiume Tevere a Roma (chi se ne frega), e senza fare nessun cenno a Gioiosa Marea o a Falcone o a tutte le zone disperate della Sicilia, come se non esistessimo o non facessimo parte dell'Italia. In fondo NOI ESISTIAMO SOLO PER LE ELEZIONI !
Mi viene solo un'idea o meglio un grido
d'aiuto.
Cambiare il nome della S.S.113 in S.O.S 113.......che qualcuno ci aiuti.
........Buon Natale....... tanto si fa per dire.