Pubblichiamo uno stralcio dal capitolo Il definitivo abbandono di Giojosa Guardia, dal libro di Marcello Mollica, Gioiosa Marea, dal Monte di Guardia a Ciappe di Tono e San Giorgio (Armando Siciliano Editore, Messina, 2003, pp. 150-151). Il pezzo è dedicato al quadro detto di Santa Barbara, dov’è l’unica rappresentazione pittorica di Gioiosa Guardia pervenutaci.

Nella matrice della nuova Gioiosa, in fondo alla navata centrale, a destra dell'altare maggiore, è una preziosa, ancorché unica, rappresentazione pittorica settecentesca di Guardia vista da Patti, detta Santa Barbara. 

È di certo più attendibile di un altro quadro che la vede dal mare, attribuito ad un viaggiatore tedesco e conservato con altri piccoli quadri di paesi vicini in Palermo. I censimenti e il sopraddetto quadro sono, a tutt'oggi, le sole vie per ricostruire rispettosamente l'antico agglomerato. Si raffigura in alto il Signore tra angeli, assiso su d'una nube e sul globo terrestre, mentre lancia saette contro una porzione di Guardia avvolta dalle nubi e che domina la parte inferiore. A destra san Rocco (da sempre venerato) e san Giovanni Evangelista (di cui emerge al centro tra le nubi l'Aquila) pregano il Signore, come a sinistra santa Rosalia (cappella veneratissima a Guardia, mentre il viso della santa appare spesso nei quadri). 

Al centro domina santa Barbara, campeggiando a protezione del paese, alzando la destra per placar l'ira divina (è difatti protettrice contro saette e temporali). 
Il quadro causa suggestione e fascino, e par innegabile che se tale importanza volle concedere l'ignoto committente ai fulmini ed alla santa intercedente, un certo peso nella vita di Guardia lo dovettero pur avere. La
traditio aveva individuato proprio nelle intemperie uno dei motivi che spinsero i giojosani all'esodo, ed ancor oggi il posto è noto per le saette che s'abbattono (fan fede le morti per fulmini nel Liber). La traditio imputa pure lo squarcio che emerge sull'imponente pietra che s'erge al centro delle rovine proprio ad una saetta, e se l'espansione urbana di Guardia si rivolse a sud e poi sui versanti orientali ed occidentali del monte, la pietra, non lontana dalla torre campanaria, dovette già nel Quattrocento essere in pieno centro abitato; ancor oggi è costeggiata da mura (forse muro stesso d'una casa), come ebbe d'altronde a succedere nella nuova Gioiosa, se non altro per maggior stabilità ed economicità.