POSSIAMO
INVENTARCELO
IL LAVORO A GIOIOSA?
La penna scorre su questo foglio come se tutto quel che dirò è un copiato fatto bene.

Non è così invece, perchè ciò che sto per scrivere non appartiene certo ad un testo letterario specifico, ma lo si può trovare nel punto cardine di ognuno di noi.
Il punto cardine per me è il pensiero.
E’ la condizione di agio o di disagio che ci appartiene,perché vive dentro,regolamentando il nostro essere,conducendolo,se vogliamo,attraverso le vie maestre o le vie impervie.
Ma da solo il pensiero non basta.Esso ha bisogno di essere fortificato, rafforzato da cause contingenti, da situazioni materiali che possono far da tramite fra il continuum di vita e la realizzazione di progetti.
Ma per dare vita ai progetti ci vogliono mani che sappiamo costruire e soldi per comprare il cemento ed il ferro, affinché questa “casa” possa venir su in un modo adeguato.




Questa sorta di metafora potrebbe dare un senso alla vita quotidiana che si spegne, alla vita di coloro che non hanno una possibilità di esistenza e per trovarla sono costretti ad andar via.
E’ proprio vero,la lingua batte dove il dente duole.
Ma come si fa?
Continuamente mi sono chiesta se davvero non ci sia a Gioiosa, qualcosa che possa davvero essere o diventare proficuo per la comunità.
Mi chiedo se c’è qualcuno che può veramente dare una mano a questi giovani che non sanno indirizzarsi verso mete lavorative adeguate e qualificate, trasformando il problema sociale.

E con il pensiero setaccio ogni angolo, ogni marciapiede, ogni locale, ogni posto…e quel “ogni posto” lo trasformo nella mia mente, facendolo diventare un “posto nuovo”.
Un posto ubicato su cosa?
Sul niente che esiste, ma un niente può trasformarsi ed attivare un “qualcosa”, per far si che Gioiosa possa di Nuovo tornare a Sorridere.

E con “LEI” possano sorridere tanti giovani che sono sfruttati dall’ozio e dal disagio di vivere in un posto che ti offre solo…….cosa?
Non trovo una risposta… e nell’assenza di risposte nessuna certezza……assurdo!
So che l’apatia, l’ozio, sono condizioni umane,ma so pure che tutto o che a tutto possiamo dare un contenuto diverso.
E qui il solito luogo comune.
Allora perchè non lo facciamo?Perché?
Senza fare una disquisizione psicologica, ma tenendo in considerazione che tutto si può evitare…,pertanto cambiare,mi permetto, nella mia umiltà,di fare un appello.
Questo appello è rivolto a tutti coloro che sono interessati a recepirlo.
A coloro che hanno interesse affinché davvero le cose si possano rimettere a posto, o meglio, affinché, davvero, dopo tanto decantare,ci si possa seriamente mettere a pensare che bisogna fare NECESSARIAMENTE qualcosa.

Qualcosa per non morire,Per non far morire tutti quelli che per voglia o per le radici troppo profonde,hanno deciso di rimanere a vivere a Gioiosa.Non facciamoli andar via.Non costringiamoli.
Finalmente si può avere una luce sui volti di tutta questa gente.
Dar luce sui volti dei bambini.
Alle dolci donne..mamme e mogli….che hanno tante alternative…..davvero….ma proprio tante(spero si recepisca il mio tono sarcastico).
Non me ne voglia nessuno del mio dire.Ho raccolto un po’ di testimonianze, scambiato 4 chiacchiere, tentato di fare qualche proposta.
Mi è stato risposto:a nessuno credo interessi.
Se l’iniziativa parte da altro luogo o da terzi, allora si, la si può accogliere.In caso contrario nessuno pensa di proporsi o di proporre..Mi chiedo se è mancanza di capacità ad impedirglielo.
Alle volte il ruolo di trascinatore in questi casi è molto importante…non solo reca fiducia in chi l’ascolta,ma da il Benvenuto ad un evento nuovo, che può cambiare l’aspetto di una vita, di un paese se guardiamo oltre.

Bello no?
E noi a Gioiosa siamo in attesa di questa gente che è preposta a darci un incentivo, a farci delle proposte.
Uomini veramente disposta a cambiare il clima della gente.

Ma perchè nessuno si pronuncia?
Questa cosa mi fa riflettere.Spero che questo appello non passi inosservato, affinché l’intenzione non rimanga solo dentro noi, ma che voli verso un’Amministrazione così sensibile ai problemi legati ai giovani ed ai loro bisogni.
Si faccia così promotrice di idee innovative, o ascolti quelle dei giovani, che svolga il ruolo “non di datore di lavoro”, ma crei servizi che possano essere attuati per i giovani, cercando di iniziare, ma trovare la giusta strada affinché questo non rimanga (se mai si potesse o si dovesse istituire) un qualcosa non reclusa ad un arco di tempo molto breve, magari stagionale.
Impegnatevi Signori Amministratori per questo problema sociale. Fate si che possano concretizzarsi lavori di pubblica utilità e dare una strada sicura e non temporale a chi ha veramente cercato a lungo un lavoro, una soddisfazione e non una forma di denigrazione sociale.

Affinché un impegno di questo possa aiutare a cambiare la vita di un quotidiano uggioso e ripetitivo.
la Scellerata