Oggi
guardo Gioiosa con distacco.
La
mia Gioiosa.
La
mia tanto amata Gioiosa.
Rammento
a Gioiosa la mia adolescenza, la mia infanzia.
Quando
mio nonno mi portava a giocare in spiaggia.Mi perdevo in quell’immensità.

Oggi,
come allora,la vivo, seppur di ricordi, con grande gioia.
E
man mano crescevano le mie aspettative.Ed erano aspettative piene di risorse.
E’
proprio vero il detto dei nostri nonni”chi vive di speranza disperato
muore”.E mi sa che questo proverbio cade a pennello per la mia amata
Gioiosa.Quella tanto amata.
Nei
miei sogni la vedevo così. Con uno chalet ricostruito.

Con
accessi a mare larghi e puliti.
Con un servizio in spiaggia che non concedeva ai bagnanti nessuna forma di “sporcizia”.
Il
mio sguardo, intanto si spostava un po’ più in alto.Verso un paese
contornato da tanti fiori colorati.Sistemati negli appositi vasi.Tutto
ben curato.
Ciotole
enormi posizionate in tutti gli angoli,
rimanevano là, nel tempo.
(Non esistevano i vandali).
Vedevo
la casa di fine ‘800 che si affaccia sul canapè trasformarsi in un
piccolo, ma frequentato Casinò da gioco(Che successo per la nostra
economia).
Vedevo
un manto di maioliche, gioiello, seppur non originale, ma tanto gradito al
turista,che la mia amata Gioiosa era in grado di accogliere.
Vedevo
strutture recettive.
Ostelli
che ospitavano i giovani che oltre a trovare mare e divertimenti tipici della
loro età,avevano a disposizione molto altro.

Vedevo
la ringhiera del canapè ancora in muratura, intatta per la continua
manutenzione. Così come le panchine. Intatte.Sempre riverniciate…rinfrescate.
Speravo
nel basolato. Che rarità per le nostre zone.
Una strada fatta di storia, che ci appartiene.Ci hanno camminato i nostri avi.
Vedevo
le facciate colorate, in sintonia l’una con l’altro, tutte regolamentate,
con balconi fioriti…e
sarebbero stati premi annuali.Si cominciava quando ancora altri non sapevano,
non conoscevano.Piccole cose, ma vitali per una immagine.
Vedevo
gli scheletri delle case ritenute accettabili, con un piano regolatore che
permetteva il decollo perché ogni piccolo spazio era destinato ad uso
turistico.
Vedevo
parchi giochi per i bambini.Con la dovuta sorveglianza.Mai lasciati incustoditi.

Vedevo
ristorantini tipo la mitica “Vecchia Posta”, dove solo ottimo pesce si
poteva gustare.Vedevo la scalinata del Circolo Mediterraneo una “donna sotto
le stelle” e tutta la zona che circonda lo stesso Circolo, cortiletti, adibita
a localini tipici, o locali, oggi,all’avanguardia.
Vedevo
bar dove il passeggio diventava un palcoscenico e i turisti spettatori,
accompagnati da una musica gradevole con tavolini d’epoca e fiori da offrire.
Vedevo
grandi manifestazioni che non si fermavano al ballo o al canto, ma vedevo grandi
incontri fra popoli, gemellaggi, vedevo lungimiranza turistica.

Eppure
mi racconta, qualcuno un po’ più grande, che in epoca trascorsa la mia
amata Gioiosa era la nota
d’invidia dei paesi viciniori.Tutti conoscevano il territorio della mia
amata Gioiosa.Molti
avrebbero trascorso, in virtù di questo la loro vita……Ma tutto questo è
solo , davvero un ricordo?
Vedevo proprio gente capace,che avesse tanto amore per la propria terra.
Invece……….?
Invece,
mi ritrovo a vedere solo una spiaggia che non c’è più.
Lo
scempio di fronte all’albergo Capo Schino,che ha tolto quella condizione
paesaggistica tanto ammirata.
Mi ritrovo a vedere vasi senza fiori, negozi che non ci sono.Serenate che non accompagneranno più il trascorrere del tempo della NOSTRA TANTO AMATA GIOIOSA, che seppur con stonate suoni d’arpa si sta spegnendo in silenzio.
La Scellerata