LUCI DELLA RIBALTA
del 12-5-2005

Oggi guardo Gioiosa con distacco.

La mia Gioiosa.

La mia tanto amata Gioiosa.

Rammento a Gioiosa la mia adolescenza, la mia infanzia.

Quando mio nonno mi portava a giocare in spiaggia.Mi perdevo in quell’immensità.

Oggi, come allora,la vivo, seppur di ricordi, con grande gioia.

E man mano crescevano le mie aspettative.Ed erano aspettative piene di risorse.

E’ proprio vero il detto dei nostri nonni”chi vive di speranza disperato muore”.E mi sa che questo proverbio cade a pennello per la mia amata Gioiosa.Quella tanto amata.

Nei miei sogni la vedevo così. Con uno chalet ricostruito.

Con accessi a mare larghi e puliti.

Con un servizio in spiaggia che non concedeva ai bagnanti nessuna forma di “sporcizia”.

Il mio sguardo, intanto si spostava un po’ più in alto.Verso un paese contornato da tanti fiori colorati.Sistemati negli appositi vasi.Tutto ben curato.

 

Ciotole enormi posizionate in tutti gli angoli, rimanevano là, nel tempo.
(Non esistevano i vandali).

Vedevo la casa di fine ‘800 che si affaccia sul canapè trasformarsi in un piccolo, ma frequentato Casinò da gioco(Che successo per la nostra economia).

Vedevo un manto di maioliche, gioiello, seppur non originale, ma tanto gradito al turista,che la mia amata Gioiosa era in grado di accogliere.

Vedevo strutture recettive.

Ostelli che ospitavano i giovani che oltre a trovare mare e divertimenti tipici della loro età,avevano a disposizione molto altro.

Vedevo la ringhiera del canapè ancora in muratura, intatta per la continua manutenzione. Così come le panchine. Intatte.Sempre riverniciate…rinfrescate.

Speravo nel basolato. Che rarità per le nostre zone.

Una strada fatta  di storia, che ci appartiene.Ci hanno camminato i nostri avi.

Vedevo le facciate colorate, in sintonia l’una con l’altro, tutte regolamentate, con balconi fioriti…e sarebbero stati premi annuali.Si cominciava quando ancora altri non sapevano, non conoscevano.Piccole cose, ma vitali per una immagine.

Vedevo gli scheletri delle case ritenute accettabili, con un piano regolatore che permetteva il decollo perché ogni piccolo spazio era destinato ad uso turistico.

Vedevo parchi giochi per i bambini.Con la dovuta sorveglianza.Mai lasciati incustoditi.

Vedevo ristorantini tipo la mitica “Vecchia Posta”, dove solo ottimo pesce si poteva gustare.Vedevo la scalinata del Circolo Mediterraneo una “donna sotto le stelle” e tutta la zona che circonda lo stesso Circolo, cortiletti, adibita a localini tipici, o locali, oggi,all’avanguardia.

Vedevo bar dove il passeggio diventava un palcoscenico e i turisti spettatori, accompagnati da una musica gradevole con tavolini d’epoca e fiori da offrire.

Vedevo grandi manifestazioni che non si fermavano al ballo o al canto, ma vedevo grandi incontri fra popoli, gemellaggi, vedevo lungimiranza turistica.

Eppure mi racconta, qualcuno un po’ più grande, che in epoca trascorsa la mia amata Gioiosa era la nota d’invidia dei paesi viciniori.Tutti conoscevano il territorio della mia amata Gioiosa.Molti avrebbero trascorso, in virtù di questo la loro vita……Ma tutto questo è solo , davvero un ricordo?

Vedevo proprio gente capace,che avesse tanto amore per la propria terra.

Invece……….?

Invece, mi ritrovo a vedere solo una spiaggia che non c’è più.

Lo scempio di fronte all’albergo Capo Schino,che ha tolto quella condizione paesaggistica tanto ammirata.

Mi ritrovo a vedere vasi senza fiori, negozi che non ci sono.Serenate che non accompagneranno più il trascorrere del tempo della NOSTRA TANTO AMATA GIOIOSA, che seppur con stonate suoni d’arpa si sta spegnendo in silenzio.

La Scellerata