Da quale cabina regia?
Ma il Nostro Carnevale ha
bisogno di una regia?
Leggo con una nota di stupore tutte le opinioni, che nel pieno rispetto delle stesse, mi portano però a constatare come solo questo riesce in modo naturale, fors’anche bene.
Non è solo una modalità di
espressione, ma sentenziare,dire: bisogna far questo, bisogna far quello, se si
facesse questo o quello…., in piena sostanza senza riuscire a fare altro.
La mia non vuole essere una
nota polemica, tutt’altro, ma non sono certo in grado di additare vecchie e
giovani solo perché non vogliono continuare una lusinghiera tradizione.
Vero è che ognuno è libero di far ciò che vuole, vero è che il reale problema del declino del Carnevale Gioisano non è certo dato o è imputabile alla scarsa partecipazione dei giovani o meno giovani, peraltro cosa non vera, dato che la partecipazione quest’anno è stata molto, ma molto folta, ma ciò che in tanti anni di partecipazione al Carnevale mi è dato rilevare è che uno degli ostacoli maggiori sono stati i SOLDI.

La condizione economica ha
permesso al Carnevale di non fare salti di qualità, tenendo giustamente conto
che ciò che ci contraddistingue è si davvero l’allegra e questo
coinvolgimento che è insito in noie che alberga nelle
nostre viscere, ma come si suol dire…..”senza sordi non si canta missa”.
(Mi
scuso per il mio dialetto imperfetto).
E’ vero che il Nostro è un Carnevale povero, ma non certo perché mancano le idee, seppur tutti i temi sono stati sfruttati, ma c’è chi, è costretto ad usare il raso per economizzare, ma nel contempo c’è pure chi per fare breccia utilizza i colori, che sono parte perfetta del Carnevale.
Non siamo Carristi, ma possiamo diventarlo.
Qualcuno a Gioiosa comincia a modellare molto bene la carta pesta, migliorandosi sempre più.
Potrebbero essere gli artefici di una innovazione del genere. Magari associandosi, o magari facendo si che l’Amministrazione Comunale stanzi dei delle somme di danaro affinché questo si realizzi.
E potrebbe diventare, nel tempo, anche motivo di occupazione lavorativa.
Chissà.
Il costume da noi è altra cosa.
Io ho puntato molto su questo, perché il costume è cura. Cura dei particolari.
Le idee ampiamente sfruttate sono trite e ritrite, ma nulla ci impedisce di dare il nostro tocco.
Sulla scia di questo continuo a dare il mio piccolo e modesto contributo.
Si fa quel che può.Ognuno di noi fa quel che può. Con pochi mezzi a disposizione, ma con tanta voglia di non far morire quello che è stato e che resterà nei cuori di tutti.
Nei miei archivi storici, che sono datati, rivedo solo tanto lavoro, tanta dedizione che non può andar persa sprecando parole vane ai quattro venti.

Io sono una veterana del Carnevale, ed è proprio per questo che io Vendo, come chiunque vi partecipa, vi assicuro, il Nostro Carnevale, a carissimo prezzo.
Credo che nessuno si possa ergere a giudice, da nessuna cabina regia, perché il solo blaterare non fa bene alla salute del carnevale, che dopo anni di malattia, sta cercando di rimettersi in piedi, con novità e grande destrezza.
Tenendo fede a quelli che sono stati e saranno i capisaldi del Carnevale.
Colore, movimento, allegria, coinvolgimento.
Spero di essere stata ampiamente esaustiva, mettendo ancora in risalto che la mia partecipazione al Carnevale non ha nulla di competitivo, ma poichè lo spirito goliardico che è dentro di me mi permette di pensare che ognuno è………… carnevale.
la Scellerata