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foto tratta da http://www.carpidiem.it/
Questi
primi mesi dell’anno sono stati impetrati da notizie serie e preoccupanti,
riguardanti l’ uso eccessivo di sostanze alcoliche e di altro ancora, che
danneggia pericolosamente l’equilibrio di chi ne fa uso.
La notizia allarmante che desta ECCESSIVE preoccupazioni è quella legata all’età.
Questa età oggi, è il grido di allarme.
Uso,
abuso e dipendenza
Fenomeno in larga espansione
Analisi e riflessione.
La vita senza
ideali e punti di riferimento complica le scelte e le difficoltà che si
incontrano sembrano enormi.
I modelli incombono nella vita quotidiana e prendono il sopravvento.
Questo sopravvento nella vita dei giovani , sembra essere indicativo, quasi una linea guida.
Anche e soprattutto da questo, ci accorgiamo, che esiste un problema fra i giovani gioiosani, ed è serio. Molto serio.
Certo non è facile pensare di risolvere i problemi così. Bisogna fare un lavoro serio e mirato, intervenendo sul fenomeno, cercando di capire il più possibile le cause e perché questo è così altisonante; utilizzare metodologie d’intervento adeguate per le possibili soluzioni. Esistono problemi che fanno capo all’area giovanile; molti prima di me li hanno individuati ed anche bene.

foto tratta da http://www.cittadinirovereto.it
Il fenomeno di cui trattasi è l’uso e abuso di "surrogati", ed una fonte di preoccupazione è l’uso eccessivo di alcol, il cui allarme arriva congiuntamente da più branche. Dalle forze di sicurezza che denunciano costantemente un tasso alcolico altissimo in coloro che sono alla guida, i quali rischiano giorno dopo giorno la vita, bene tanto prezioso. Può questa essere distrutta?
Un’altra branca interessata sono i medici, che denunciano crescenti interventi di pronto soccorso per coma etilico, così come gli operatori sociali che ne verificano i casi di uso ma soprattutto di abuso.
In particolare
preoccupa l’aumento di consumo di alcol da parte di adolescenti non ancora
maggiorenni.
Sono loro la categoria più a rischio, sia dal punto di vista fisiologico che
psicologico.

foto tratta da http://www.omniablog.net/
Un’ altra grave incidenza di traumi si ha con l’uso della droga, non ultima fra queste la cocaina, che oggi è largamente diffusa non più nei ceti più alti, ma circola in ogni singolo habitat, senza rendersi conto che questa provoca dei danni cerebrali sicuramente irreparabili e crea una forma di dipendenza dalla quale non è facile liberarsi.
Malgrado le varie campagne di sensibilizzazione, tale fenomeno è in forte crescita, lasciando denutrita la società di oggi.
Bisogna capire cosa vi è dietro queste eccessive manifestazioni, appunto cosa si cela?
Comportamenti vari e condivisi della " Catastrofe adolescenziale " , hanno indotto gli specialisti a fare uno studio approfondito sulla quotidianità e come questa viene gestita. Partendo come è ovvio dalla famiglia e dai genitori; quanto questi sono disposti a sentirsi parte in causa, a quanta attenzione mettono nelle frustrazioni dei figli, soprattutto al perpetrato silenzio degli stessi.
La quotidianità per i ragazzi è fatta di frustrazioni, di assenze, di mancanza di valori, tutto ciò a discapito di chi si avverte fragile, insicuro, dubbioso, non reattivo.

foto tratta da http://balcanews.files.wordpress.com
Questo dovrebbe far pensare, perché i giovani, i ragazzi, non sono intellettualmente privi di pensiero e logica da non riuscire a pensare che tale uso fa male e che tutto è un’ imprudenza grave, che può portare alla morte.
Perché al
cospetto di tanta considerazione si perseguono strade alle volte senza uscita?
Sicuramente non si da valore alla Vita, perché in questa non si vedono spiragli
di luce che indirizzano il ragazzo in difficoltà verso luoghi e situazioni
protette.
Più che informazione vi è un difetto di motivazione.
Il problema ben più serio e impegnativo è aiutare il giovane a trovare un motivo per non bere, per unirsi a coloro che fanno, che diventano gruppo, per sperimentare una sensazione momentaneamente piacevole e per sentirsi parte di un rito che non diventa perdizione.
Questo vuole e deve essere un ulteriore messaggio ed una seria riflessione, magari, nel nostro piccolo, cercare di dare un senso alla vita, o meglio ancora parlare della bellezza della vita. Chissà che attraverso questo non nascano spiragli. Calandomi nei panni dei giovani, comprendo che quando il mondo è nero, nero lo si vede ed hai voglia di far cambiare idea. Come fare per farlo diventare colorato? Senza diventare prolissi ed insegnanti e tutto siamo fuorchè questo.
Parlare di motivazioni significa parlare di ideali: sono questi che danno senso alla Vita.
Solo chi ha scoperto il valore della Vita, non ci sta a barattarla con una sbornia.
Solo chi ha un
senso forte della Vita (ripetizione volontaria), ha un valido motivo per non
sprecarla, per non buttarla, per non giocarla in un bicchiere di troppo.
Senza ideali le battaglie sono perse. Questo lo insegna davvero la vita. I
trascorsi storici, che per pura metafora possono dare un chiarimento, fors’anche
uno sprone.
Sono gli adulti
coloro i quali devono imprimere questi concetti e farli diventare input.
Sarebbe opportuno chiedersi quali sono i modelli di vita che vengono offerti,
propinati ai giovani, i quali senza sostegno li seguono, per ritrovarsi poi
sulla strada da cui, come dicevo, non si esce incolumi.
La famiglia, la televisione, i film, i giornaletti che frequentemente leggono. Che pensieri partoriscono e poi sviluppano?

foto tratta da http://brainfactor.it/tv.jpg
Se non usiamo i processi di etichettamento, forse, con molta prudenza e senza invadere stanze, che hanno necessità di essere aperte, si può avere un piccolo, ma poderoso incontro, perché quelle stanze gridano, urlano, ma ahimè vi è un ma. Nessuno sembra ascoltarli. A nessuno interessa ascoltarli. E si scappa anche da se stessi. Dal rimanere in silenzio con se stessi.
Si ha troppa paura. Non si riesce a comprendere che l’AMORE per la Vita significa anche e soprattutto appassionarsi a cose diverse, senza escludere quelle quotidiane.
Se solo si riuscisse ad amare si potrebbe ottenere la virtù della fortezza! La gioia impagabile di conquistare delle vette.
Scuola, famiglia, società insieme, dovrebbero essere il trampolino di lancio per scalare queste difficoltose vette, incuranti dell’insuccesso, ma motivando i figli, i giovani, ad ottenere di più, partendo proprio dall’insuccesso, perché alle volte questo è lo stimolo per ottenere di più.

foto tratta da http://www.retediparita.it/
La sconfitta non rende la vita perfettamente inutile ma la incentiva alle situazioni che possono dare certezza, anche attraverso le sconfitte.
Indirizzarli, comunicare, far uscire fuori il disegno che è chiuso dentro. Collaborare ai loro progetti, caricarli, facendo sentire una presenza costante che non opprime, ma che da conforto e sicurezza.
Questo è un indirizzo sicuro.
Le riflessioni sono d’obbligo e sarebbe ancora più proficuo mettersi in discussione, perché la vita oggi, sembra essere solo un gioco di emozioni piacevoli, un rincorrersi di sentimenti che non porta mai a scelte durevoli, uno sforzo immane per apparire sempre e comunque all’altezza delle situazioni che si succedono.
Allora dovremmo cambiare tutto? Se solo si potesse; ma garantisco, che alla luce della mia esperienza lavorativa con il disagio giovanile, ho potuto appurare che l’attenzione rivolta loro con cura, ha motivato l’incontro ed il dialogo. Si è aperto un varco, piccolo, anche debole inizialmente, ma il proseguire la strada iniziata ha portato senz’altro dei risultati. Piccolissimi, ovvio. Ma ogni piccolo passo è un grande passo, nelle difficoltà e nelle avversità.
Per loro l’ideale supremo sembra essere quello di divertirsi o addirittura "sballare" e così andare oltre se stessi, vivendo oltremodo in maniera esagerata.
E questi "surrogati" diventano una scelta obbligata, proprio per la mancanza di punti di riferimento a cui facevo capo. Per mancanza di ascolto.
Bisognerebbe farli aderire alla Vita, indurli a partecipare ad essa, senza bisogno di trarre soluzioni drastiche alla noia, ai problemi. Insegnare loro con dolcezza che vi è sempre una via d’uscita.
Uno slogan da proporre sempre e far si che diventi campagna di sensibilizzazione è quello di "anteporre il Valore della Vita a tutto" e far conoscere questo valore, attraverso, come dicevo, una adeguata comunicazione e sensibilizzazione che può portare a considerare la Vita fondamentale da Vivere
Giuliana Scaffidi