Turismo per il 2009 

Per riuscire ad entrare dentro il pianeta “ Turismo “, occorre una adeguata conoscenza dello stesso e, come attraverso tecniche di intervento si può migliorare il tanto deficitario Panorama Turistico.

Non mi riferisco a quello reale che è di per se carico di tante prerogative, grazie a madre natura, che ha voluto ampiamente, sotto questo aspetto privilegiarci.

Questo, assieme ai rinomati tramonti è già un buon biglietto da visita.

Ma questo biglietto lo dobbiamo riempire con tutte le nostre specificità, che sono tante e di effetto.

Così come i vari biglietti che i medici mettono sul mercato enunciando tutte le proprie competenze.

Ovviamente questo biglietto da visita va indirizzato alle categorie preminenti del Turismo, che sono molteplici, suddivise in: Turismo fieristico, scolastico, congressuale, ora che il teatro Franco Borà ha aperto i battenti e può e deve contenere il meglio. Da non dimenticare il Turismo fai da te.

Volendo continuare a puntare sul Turismo come risorsa economica, occorre focalizzare gli sforzi sull’erogazione dei servizi turistici, capaci di valorizzare la qualità ambientale come fattore di competitività sul mercato.

Si parla in questi casi di “ Turismo Sostenibile “, mirato a garantire la  redditività del territorio di una località turistica in prospettiva di lungo periodo con obiettivi di compatibilità ecologica, socio-culturale ed economica.

Forse siamo davvero alla frutta. Subiamo la concorrenza di altri paesi che hanno prezzi competitivi. Siamo in piena crisi economica.

Critica ed autocritica : vi sono degli alberghi, e parlo di quelli ad “ una o due stelle" per essere generosi, che devono fare una scelta: investire per rinnovarsi o chiudere. Dobbiamo puntare sulla qualità dei servizi che in un paese turistico sono preminenti e, sono regolati da un’ immagine molto imponente, cura del luogo e abbellimento dello stesso.

Non devono mai mancare cortesia ( da sempre insita in noi indigeni ) e competenza, che nasce sul campo, ed ovviamente la si ottiene con abnegazioni, sforzi e con qualche confronto. L’attenzione va posta sulle piccole cose, una fra questi sono i menù, che devono essere necessariamente bilingue, che permettono sia al locale che al turista, nonchè al passante, di avere e di poter scegliere senza confusione di sorta.


foto tratta da http://www1.istockphoto.com

I servizi, ovviamente non sono limitati solo a questo.

Oltre a questi, fondamentali per l’esistenza e per la sopravvivenza dignitosa del Turismo, è la gastronomia.
Una nota di vanto questa è per Gioiosa, perché da noi l’arte culinaria non si improvvisa, si offre al turista come qualcosa di personale ed è nota di eccellenza. Per qualità e per servizio. Oltre il nostro scenario naturale, incisivo biglietto da visita, la gastronomia occupa un posto importante, che non si ferma a quel che abbiamo, perché i gioiosani guardano davvero oltre, creando e meravigliando con gusto e sapore. E non solo. Ed in virtù di questo gli orizzonti si allargano, creando appunto nuove ricette che sono parte integrante della nostra storia, delle nostre tradizioni, pertanto della nostra cultura.

Ricette che inducono chiunque ne guardi la pubblicità a soffermarsi a Gioiosa.

Una ricetta di rilievo, da gustare perchè Novità, il primo piatto… detto ”Il Murgo”.

L’abilità da parte dei nostri eccellenti ristoratori di trasformare in gusto la nostra tradizione, che fa riferimento alla maschera tradizionale carnascialesca.

Il Turismo nasce tra la collaborazione di tutti. Primi fra questi tutti gli operatori del commercio, che del Turismo fruiscono i vantaggi maggiori.

Poi l’Amministrazione Comunale che si deve sensibilizzare di più, ora che il Turismo è nelle mani di chi doveva essere sin dall’inizio, come il grande Vinciguerra ha sottolineato più volte, con il riutilizzo di zone quasi dismesse, ma che sotto l’aspetto turistico hanno un valore unico.

Ad esempio “ Il Borgo Marinaro “, così come tutte o le tante stradine o vicoletti e viottoli  interni, cercare una zona appositamente turistica o trasformala tale, senza dispendio esagerato. Perché non si può vivere solo di ricordi…!

Gioiosa Marea denominata non erroneamente “ La Perla del Tirreno “. Tale dicitura la si trovava in tutti i depliant, raffigurante Gioiosa. Oggi, Gioiosa non vanta più questa “ icona “, neanche sulla carta, perché qualcuno è stato, forse, più furbo di noi ed ha fatto propria questa dicitura.

Dobbiamo fare vendite promozionali, vendere così i nostri prodotti in senso metaforico, vendere la nostra spiaggia, il nostro mare, ed ampliare la soluzione già esistente, perché la strategia migliore l’abbiamo sottomano. Perché non utilizzarla?

Pensiamo intanto ad adibire questa tanto acclarata “ Perla del Tirreno “ con verde e fiori sparsi ovunque, tanto da farlo diventare un giardino, così da chiamarla “ Gioiosa-Giardino “ . Ma non basta. Creiamo personale ad hoc, diamo spazio a chi è senza lavoro, incentiviamoli in lavori che portano a Gioiosa redditività manuale e paesaggistica, con pochi costi di formazione, quelli giusti, mirati, indirizzati, che possano permettere di tenere aperte tutte le strutture esistenti sul territorio.

Gioiosa Guardia innanzitutto, ma queste cose le conosciamo già, a differenza di priorità, essenzialità.

Ma certamente non è su questo che mi voglio dilungare. Ho voluto soprattutto porre  l’attenzione alle priorità. Di priorità recenti e condivise. Di essenzialità. Perché è solo lavorando su quello che esiste oggi, possiamo migliorare il nostro “ Domani Turistico “.

I connotati li abbiamo di nostro. Le strutture vi sono, mancano le sovrastrutture…ma questa per alcuni è retorica, per altri è progettualità. E questo è già un buon punto di partenza!

Giuliana Scaffidi