La Murga dei quartieri
Ieri finalmente, dopo varie
sollecitazioni al Divino, la

Con la Murga, invece, vi è
stato colore e sapore. Sapore di pasta e… di allegria.
La “ Murga di quartiere “ organizzata dal Comune di Gioiosa Marea, Assessorato Turismo e Spettacolo è stata curata dalla Prof. Rosalia Perlungo, a cui va il plauso per l’impegno e la serietà dimostrata, la quale ha voluto portare a Gioiosa, proprio attraverso questa occasione, la storia e le origini di una maschera che ha rappresentato e rappresenta tutt’ora la nostra dirompente tradizione, oggi largamente diffusa e conosciuta, con un tripudio di ovazioni, sia per le innovazioni costantemente presentate, sia per la voglia di esistere sempre.

E così lo comunichiamo
Le “ Murghe di Quartiere
“, erano tre, diversificate fra loro, in primis perché la partenza è
avvenuta da tre quartieri diversi e per i colori dei pantaloni, ma la più
caratteristica è stata quella della zona Marina, luogo natio a Gioiosa della
Murga, orchestrina capillare di una tradizione che all’epoca stava per sorgere
e che ha mantenuto viva la stessa, tenendo fede a qualcosa che solo in pochi,
pochissimi paesi vi è: La Maschera, divenuta oggi tradizionale, così come le
grandi e rinomate Maschere Italiane.
Una nota di buon riguardo è da rivolgere ai bambini ed alla loro straordinaria interpretazione, nonché a colei che ne ha fatto la regia e manovrato le fila, ma soprattutto che ha scritto quei versi in cui la nostra storia viene trasformata in parole e musica: Marisa Ruggeri.

L’orchestrina epocale era così composta:
Vari “scumminati e sciamminati “ che facevano di questo rito una gioia condivisa e, da questa figura altezzosa che si distingueva fra tutti:
| “ Il Murgo “, rappresentata dal signor Salvatore Zampino, che radunava questa orchestrina il primo giorno di Carnevale e dava così l’avvio allo stesso, in perfetta sinergia con la mitica racchia. |
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Va evidenziata la sosta della Murga zona marina che ha sfilato ieri, fatta sotto il balcone del signor Zampino, oggi defunto, la cui signora vive ancora in quella casa, ed al suono fatto sotto il proprio balcone, ha timidamente aperto la finestra e si è affacciata salutando, in ricordo dell’amato consorte.
la Murga della Marina saluta la Signora Zampino
La Murga ha delle radici argentine, ma la provenienza è
sempre stata relativa perché noi gioiosani abbiamo trasformato tutto a nostra
immagine e somiglianza, tanto da costruire un prodotto di successo… e non è
finita qua!
Pertanto, ciò che scorre nelle nostre vene, oltre al sangue, è anche il Carnevale.
Ci auspichiamo che la
maschera del Murgo possa avere maggiore risalto collocandosi presso questo luogo
con maggiore visibilità.
Un immagine appare nella mia
mente e spero che anche questa si possa realizzare.
Ubicare la maschera,
scolpita, all’inizio del paese, raffigurante il Murgo. Colorata. Così come è!
Per dare ulteriore risalto, quest’anno si è voluto ampliare la cultura del Murgo facendo rientrare questa Maschera anche nella tradizione culinaria, riscoprendo il sapore attraverso il palato.
Ecco perché, proprio per omaggiare questa maschera si è pensato di creare, appositamente per l’occasione, un piatto gastronomico da gustare… ed è un piatto che ha avuto un buon riscontro…

Ora manca il Murgo da vendere… a cui abbiamo già pensato e gli artigiani locali lo riprodurranno, secondo il volere della nostra TRADIZIONE.
la Scellerata