ZERO ASSOLUTO
Perché
zero assoluto?
Il
riferimento non è da addurre al duo canoro “ Zero Assoluto”, ma è legato
alle aspettative, alle credenziali. Alle potenzialità. Alle competenze.
Ribadisco
sempre lo stesso concetto, da anni, ormai.
Trafugare
nel passato turistico della nostra ridente cittadina può esser considerato
fuori luogo, dato che gli annali parlano da sé, sicuramente a discapito
dell’attuale situazione.
Il contesto turistico nel quale ho sempre vissuto e del quale mi sono nutrita, abbondantemente, non mi permette di accettare passivamente quello che vige adesso.
Non
posso esimermi di esplicitare considerazioni che sono molto pertinenti al nostro
voluto status..
Di cosa vive il turismo? E cosa vuol dire fare turismo? Argomentare su ciò significa innanzitutto entrare in un contesto troppo tecnico, specifico, che non è il caso di affrontare adesso, anche perché rischieremmo di tediare il lettore. In passato, comunque, mi è dato ricordare, che tal argomento è stato sufficientemente trattato.

Partiamo
dalle fondamenta, la base è di visibile notorietà. Ne sono state spese di
parole, programmi lauti di parole, solo parole. Mai concretizzate.
A
Gioiosa manca innanzitutto un’attività programmatica che è la prima insegna
luminosa di evidenza turistica che fa la differenza fra “ turismo e spettacolo
“, che solo rare, rarissime volte vanno di pari passo.

Non
bisogna confondere le due cose, anzi, è necessario separarle per vivere in
prospettiva. Per attivare una formula turistica.
Intanto
dobbiamo vendere un prodotto. Ma quale?
Mi chiedo: come mai i paesi limitrofi, che nel vendere il loro fumo, inducono il turista e l’indigeno a considerare quel punto arrosto?
E noi, che siamo stati gli antesignani, non solo non vendiamo neanche fumo, ma non vi è a riguardo un solo spiffero d’aria per sentire l’odore di arrosto. Il vento lo trasporta da tutta altra parte e noi incontentabili ne seguiamo la scia.

Noi che
vantavamo 450 mila presenze ( ATTESTATE ) annue ed ora? IO, MAMMATE E TU!
Non
parliamo di recessione economica, ma puntiamo il dito su altro, su quello che è
carente o addirittura assente. Ispezioniamo la zona.
Facciamo un discorso progettuale. Parliamo di riferimenti,di obiettivi anche
decennali. Parliamo di dare servizi. Parliamo di materiale divulgativo. Parliamo
di pubblicità. Parliamo di comunicazione. Questi sono tocchi di “ lustro”,
ma non vi è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Parliamo di ridare a Gioiosa quel che ci è stato tolto.
Evidenziamo e lavoriamo su questo. Cambiamo rotta. Così affonderemo ancora di più in acque troppo profonde. Non vi è altro modo per risalire.
Anche se questo può apparire dispendioso non possiamo fare turismo senza questi capisaldi.. in caso contrario smettiamo di prenderci e di prendere in giro la gente.
Diciamo ad alta voce:
Noi non siamo e non possiamo essere un paese turistico. Non certo con questi presupposti e questa “ non qualità “.
Tutto ciò evidenzia le cose. Ecco perchè non possiamo definirci Paese Turistico.la Scellerata