Non bastano le parole

A Vinciguerra e Vincenzo Amato.

Ho apprezzato il vostro carteggio e condivido tanto di quello che dite, e questa mia non vuole essere ne avere note polemiche, ma ricorro in difesa di alcune delle proposte fatte finora, al fine di chiarificare la nostra posizione, di cui mi faccio portavoce.

Gioiosa Marea ha vissuto in uno stato di lassismo quanto mai riprovevole, tutto a discapito del cittadino stesso. Nel mio “vissuto politico” non si annovera certo un’esperienza legata ad appartenenze; la vera ragione che mi ha, e ci ha indotto ad intraprendere questa iniziativa è stata proprio il totale disinteresse sia della comunità gioiosana sia dei vertici di ogni riferimento politico.

Ho apprezzato il vostro carteggio e condivido tanto di quello che dite, e questa mia non vuole essere ne avere note polemiche, ma ricorro in difesa di alcune delle proposte fatte finora, al fine di chiarificare la nostra posizione, di cui mi faccio portavoce.

Gioiosa Marea ha vissuto in uno stato di lassismo quanto mai riprovevole, tutto a discapito del cittadino stesso. Nel mio “vissuto politico” non si annovera certo un’esperienza legata ad appartenenze; la vera ragione che mi ha, e ci ha indotto ad intraprendere questa iniziativa è stata proprio il totale disinteresse sia della comunità gioiosana sia dei vertici di ogni riferimento politico.

‘Temporaneamente’ stiamo percorrendo una strada alternativa che non è certo la risoluzione del problema. E noi, ad alta voce, questo chiediamo.

 Se poi la popolazione decide di percorrere altre strade, come è ovvio, è libera di farlo, ma credo che una comunità dignitosa non può sottostare ad una volontà politica poco accorta. A questo, aggiungasi, che la Strada Statale 113 sarà il punto primario di tutti i programmi politici.

Ma tu, dolce fratello Marcello, credi che questo basti? Concordo con te quando dici che i candidati si devono impegnare con i cittadini, ma non credo che la loro parola possa bastare, e forse neanche un loro patto con gli elettori.

Vi è inoltre, secondo me, un quiproquo che va sottolineato: intanto non vi è alcuna richiesta del non andare a votare, ma vi è, invece, una richiesta del ritorno, legittima e libera, delle tessere elettorali. Questo fa eco, non il non voto, ma il ritorno, come forma vera di protesta, come risultato di voti in meno per un candidato, per un partito.

Questo credo che possa apportare positività al nostro annoso problema ben oltre di una sottoscrizione politica e partitica, che prenda come risultato finale la messa in sicurezza della Statale 113.

Perché se solo bastasse una sottoscrizione.

Noi abbiamo bisogno di interventi, definitivi, risolutori.

Perché siamo esseri umani. Abbiamo diritti e doveri come tutti e nessuno può e deve estromettere i nostri diritti dalla nostra esistenza.

Nessun uomo può arrogarsi tale pretesa né tanta indifferenza.

Ed allora che si accorgano di Noi!

Dimostriamoci Civili e Dignitosi.

 

Inoltre credo, che ad intervenire a questo annoso problema, oltre al Ministro delle Infrastrutture, ancora in vigore, ci sono i vertici politici della Regione Sicilia.

Per concludere, desidero sottolineare che in campagna elettorale tutte sono promesse.

L’attuazione delle promesse avverrà mai?

A voi, cittadini di intelletto e di cultura la risposta e di conseguenza l’azione.

Giuliana Scaffidi