UNA LUNGA STORIA D’AMORE

Una lunga storia d’Amore  che dura dalla nascita, dalla mia nascita, con  “Esso “, questo piacevole e solare paesino che si chiama Gioiosa Marea.

E’ un Amore che mi riempie, che mi soddisfa, che mi rallegra, che mi fa sentire viva, tanto da decidere di non amare nessun altro posto all’infuori di Gioiosa.

Quanti sogni!

Ho sempre visto Gioiosa un luogo Incantevole. La sua collocazione..il paesaggio…….l’unicità.

Unica per le sue innovazioni, per il voler sempre camminare a testa alta, con una nota di protagonismo…indistinto, diversa da tutto quel che vi era e vi è accanto.

La sera, quando andavo a dormire, con la testa poggiata sul cuscino e le mani sotto la guancia, con il sorriso sulle labbra, trasognante, dicevo a me stessa: che bello vivere a Gioiosa. Domani ti rivedrò ancora..come solitamente si fa con il proprio Amore. Ed il mio viso si illuminava.

Ero abbastanza giovane e gli anziani mi hanno insegnato che quando si è tali tutto si vede solo attraverso una lente che ingrandisce le cose, come fossero gli occhi dell’Amore.

Non finirà mai questo Amore ripetevo a me stessa. Fa parte di me.

Tutto denotava Perfezione!

Tutto adeguatamente preposto. Un Grande Dono dell’Altissimo. Un paradiso terrestre…davvero!  

Sono sempre stata in fermento. Quante cose desideravo fare, quante risorse avrei voluto avere !  

Oggi, dopo aver fatto varie esperienze di vita, dopo aver viaggiato in lungo e in largo e dopo aver fatto i dovuti confronti…non posso che addolorarmi!

 

Mi sono svegliata un giorno ed ho dovuto fare il consuntivo.

Triste.Malinconico. Il consuntivo di un paese finito, ormai allo stremo delle proprie forze. Un paese che attraverso potenzialità represse ha avuto l’amara rassegnazione di non  fare il biglietto di andata e ritorno per tutti coloro che se ne sono andati, troppi, ma un biglietto di sola andata.

I miei amici d’infanzia. Della mia meravigliosa fanciullezza…tutti…quasi tutti…sono andati via….  

Sono andati via coloro che potevano. I giovani. Via da queste quattro mura, per molti insignificanti, malgrado qui vi fosse impresso in ogni angolo una parte di se, di ognuno che non è più ritornato. Quanti giorni avrebbero perso dietro ad una panchina. Avrebbero perso tempo nella scelta della stessa, perché Gioiosa, oltre ad un mare limpido e risorse mai sfruttate non è riuscita a dare ed a fare nulla per invitarli a restare.

Arrivederci Gioiosa.

“Prima o poi tornerò”. Una speranza posta nel cuore, laddove la consapevolezza prendeva il sopravvento.

…. Non tornerò più, se non per visitare questi luoghi da “emigrante”.

La nota dolente è quella della remissione, di un paese che non avendo più a disposizione questa “ forza motrice” si è trovata a depennare dai propri programmi sicuramente tali risorse. Fors’anche il risveglio. Purtroppo.

Con molta poca prudenza si è sorvolato su questo, ed oggi,  ci ritroviamo sicuramente soli e spaesati.

Ma le panchine non sono ancora vuote.

C’è stato il ricambio. Quante ore trascorse seduti sopra di esse. Ore interminabili. Distratti, senza aspettative, annoiati. Non credendo più a nulla e  con poca voglia di inventare.

Se solo si avesse la bacchetta magica!! ….Sorrido!

I sogni erano i miei e tali sono rimasti. Non so se sono mai stati sogni comuni.

Avendo compreso che se non mi fossi rimboccata le maniche non avrei avuto quel che posseggo oggi.

Perché ho deciso di rimanere a Gioiosa.

Ed ho cercato di lavorare, di annoverare successi ed insuccessi e senza falsi timori dico che non ho rimpianti.

Dovreste farlo anche voi, giovani di talento e di intelletto.

Questo è Amore per se stessi e per Gioiosa.

 la Scellerata