CONTINUIAMO A VIVERE NELL’INDIFFERENZA?

Ma può secondo voi, una comunità composta da quasi 5000 abitanti, oltre a tutte le persone che vi circolano, al cui numero è praticamente impossibile risalire, rimanere e vivere nell’indifferenza?

Sapete a cosa mi riferisco? Al discorso Strada Statale 113.

Siamo praticamente fermi da quasi due ani. Non abbiamo notizie né sull’evoluzione delle cose, né tantomeno sulla sicurezza in cui versa la strada stessa, né ovviamente se è stato fatto il monitoraggio.

La cosa veramente aberrante è che tutto questo passa nell’indifferenza, sì dalle rilasciate autorizzazioni (scusatemi per questa espressione), ma anche da parte della popolazione stessa.

Ma come si riesce a dormire la notte senza sapere se esiste un reale pericolo, su quello che noi percorriamo ogni giorno, costretti anche dall’impossibilità di fare strade alternative?

Ma come si può accettare che l’Ente preposto alla salvaguardia della strada stessa e pertanto alla nostra incolumità risponda dicendo che non ci sono i fondi per la messa in sicurezza? 

Allora, solo per questo, i cittadini di Gioiosa e quant’altri possono rischiare di trovarsi davanti un’ulteriore buco e magari questa volta finirci dentro e magari questa volta restarci secchi?

Non me ne vogliate per la drammaticità delle mie parole, ma credo che il mio non sia un parlare vano, ma ritenendo la mia una preoccupazione lecita, data, forse, da un serio pericolo, non posso che rimanere indignata di fronte a tanta indifferenza.

Ma Voi credete che sia una cosa giusta? Votiamo affinché qualcuno si prenda “cura di noi”, per aver tutelati i nostri diritti, così ci vien detto ogni qualvolta qualcuno si presenta su quel “leggio”. E la nostra vita non è un nostro diritto?

Chi è colui che c’è la tutela?

Sin’ora sicuramente, come dico sempre, il Buon Dio, che ci ha preservato da tanti danni umani, ma chi altri?

Ma questo può avvenire in un secolo dove le porte sono state aperte all’Euro, all’Unione Europea, all’Uguaglianza fra i Popoli, che tutto ciò viene drasticamente trascurato, nella più totale indifferenza?

Possano Enti preposti rispondere, qual è il rischio, o quale rischi potrebbero esserci (come facciamo a saperlo?) nella percorribilità della Statale 113.

Per salvaguardare l’incolumità degli essere umani.

Siamo davvero caduti nel dimenticatoio…o viviamo o moriamo, per alcuni…non fa testo?

Quante domande. Mi piacerebbe sapere se a queste si aggiungono altrettante risposte. E sono state fatte le domande, per iscritto e verbalmente, a più Enti. Quelli interessati, per l’esattezza. Ancora si attendono risposte. Concrete. Reali. Verificabili. 

E in tutto questo non dobbiamo dimenticarci che la strada interrotta crea notevoli disagi.

Per quanto tempo ancora dobbiamo rimanere alle dipendenze di un semaforo?

Ma cosa occorre fare per esser presi in considerazione?

Bisognerebbe muoversi, credo io, ma bisogna farlo davvero in tanti, in troppi, forse così solo possiamo ottenere qualcosa, ma prima di tutto far valere i nostri diritti e la nostra piena dignità umana, che anche senza dirlo è stata messa sotto i tacchi, con la noncuranza di chi va dritto per la propria strada…….che non è certo la Statale 113.

La mia inizialmente voleva essere una Lettera Aperta.

Una lettera fatta a Viva Voce, alla quale pensavo e speravo di poterla fare diventare un coro unanime.  

Penso davvero sia giusto, in maniera che possiamo davvero farci sentire. SENTIRE. Bisogna unirsi, perché come dice il vecchio detto”l’Unione fa la forza”. In altro caso tutto diventa un’ostacolo.Uno, dieci, venti, non bastano.

Sono passati due anni ed altri ancora ne passeranno e se a noi cittadini gioiosani ci va bene così chiedo venia per aver detto LA MIA! 

( Sinceramente non volevo finire così questo editoriale, ma credo sia corretto, invece, che questo si tramuti in presa di coscienza. Per ricordare che esistiamo e che per nessun motivo al mondo possiamo esser trattiti come se non fosse così.)

 la Scellerata