Un Fisico...... niente male: Davide Lena. 

  
Enfant terrible o Enfant prodige?
Sicuramente, per la persona in questione, l’appellativo adeguato e indicato sembra essere stato proprio Enfant prodige.
E proprio così Davide Lena è stato “ etichettato ”, ed è un’etichetta che si è portato addosso per tutto l’arco di vita vissuta. Da bambino a fanciullo, da fanciullo a uomo, seppur inusuale, continua ad essere model prodige.
Nasce e cresce nel piccolo Paradiso, a lui tanto caro, nelle campagne di Gioiosa Marea e qui, inizia la sua carriera scolastica.

Mostra subito le proprie inclinazioni riservando al futuro i piccoli e grandi successi, sin’ora mai disattesi.
Un ragazzo schivo e riservato in apparenza, ma con un carattere forte e impositivo.
Niente e nessuno ha mai potuto distoglierlo da un’idea, da un’opinione, lottando lui sino in fondo e ottenendo meritevoli traguardi.
Di natura completamente diversa dall’apparenza, se lo si accoglie con la comunicazione, arma potente di tutti i rapporti buoni o cattivi, egli si mostra disponibile.
Non è certo definito il ragazzo dal “sorriso facile”, alle volte, il suo essere schivo rischia di mettere un po’ in soggezione, proprio per la sua forma apparente. Ma tutto decade quando questo “adorabile genio” interagisce; si presta alla battuta e l’ironia sembra essere un’amica gradevole, così come lo è stato conoscerlo.

A soli 19 anni, come è giusto che sia per i talentuosi, spicca il volo, prima conseguendo gli studi universitari in Fisica e Astrofisica a Bologna e poi, dopo essersi laureato a pieni voti, raggiunge un sogno, una tappa fin troppo ambita: gli Stati Uniti d’America.
In questa terra lontana frequenta un dottorato in Astrofisica presso il Rochester Institute of Technology e, con molte risorse e idee che partoriscono da studi meticolosi e accurati, mette in cantiere “sogni”, per la sua Gioiosa. Formula e propone all’Amministrazione Comunale un progetto assai rilevante: propone di adottare un regolamento "anti-inquinamento luminoso", perché, dice Davide, il proliferare dei lampioni che disperdono lateralmente (o addirittura verso l'alto) una quantità significativa di luce ha molteplici effetti. Qualche esempio: innanzitutto illuminazione inefficace (abbagliamento); spreco energetico, che corrisponde a spreco di soldi dei cittadini e sparizione del cielo stellato, definito dall'UNESCO patrimonio dell'umanità da tramandare alle generazioni future; sparizione di animali notturni (e questo ha una forte eco su tutta la fauna locale, dal momento che la vita non è organizzata a compartimenti stagno).

Davide spiega il suo concetto dicendo testuali parole: “consideriamo un pipistrello: si stima che in una sola notte possa consumare qualche migliaio di zanzare, quindi, è facile capire che la sparizione di questi animali abbia un immediato sgradevole effetto sulla nostra vita quotidiana”.

Adottare altresì un regolamento anti-inquinamento luminoso (e FARLO RISPETTARE), continua Davide, permetterebbe innanzitutto di avere un cielo stellato che, come detto, è un bene naturale da salvaguardare come il mare o il bosco e, assegnerebbe al paese un punto in più nella scala delle mete turistiche, guadagnandosi possibilmente, il patrocinio di note associazioni come UAI (Unione Astrofili Italiani), cielobuio, IDA (International Dark Sky) e WWF.
Un'opportuna pubblicità farebbe del nostro paese una meta ambita per astrofili e per chiunque ami la natura; natura che offre al nostro paese risorse uniche e assolutamente trascurate.

Davide ci ha dato un’opportunità che, secondo me, bisogna cogliere, soprattutto quando le opportunità vengono proposte dai giovani che non dicono certo eresie, ma attestano validi contributi.
Davide, con la sua inclinazione, ha permesso ai tanti gioiosani, giovani e meno giovani ed alla inconsueta folla di turisti, di apprezzare, attraverso delle osservazioni astronomiche una risorsa che ormai non tutti hanno, il Cielo Stellato, per l'appunto, la cui comprensione permette senz'altro di acquisire una più profonda coscienza della propria esistenza stessa.
Non da meno è il fatto che il cielo stellato è praticamente l'unico panorama rimasto immutato nei millenni, rivestendo per molto tempo, un ruolo fondamentale nella vita dell'uomo (pastori, agricoltori, navigatori e viaggiatori di ogni parte del mondo).

Il cielo è quindi un inestimabile monumento che reca i segni di antichissime culture (si pensi all’origine delle costellazioni e dei nomi delle stelle) e come tale va tutelato e tramandato alle generazioni future (adottando un'appropriata illuminazione notturna).
Speriamo, quindi, che l'Amministrazione Comunale sappia concretizzare questa proposta facendo di Gioiosa Marea un “paese stellato” e ci auguriamo che continui a concederci lo spegnimento delle
luci del canapè almeno per una notte (lato mare e lato marciapiede) così che tutti, da un piccolo telescopio, possano dare un’occhiata agli abissi offerti dal cielo notturno.

Nel ringraziare Davide per aver puntato i riflettori su mete per molti irraggiungibili … ci spostiamo sull’amaca, dove lo sguardo puntato in alto ci fa vivere sogni spesso inespressi, ma definiti indispensabili.

Giuliana Scaffidi