
L'angolo
di ...Vinciguerra
del 28-09-2003
Con
la mia corte abbiamo seguito da Guardia, con sommo interesse, il dibattito
cittadino sull’idea della costruzione d’uno svincolo autostradale che
potrebbe essere aperto, tra qualche decennio, in zona Oceri-Caferì. Ne parlo
ora perché non se ne sta parlando più, e perché, pur dissentendo e ben
conscio d’esser voce di minoranza, credo, anzi intuisco, che la gran parte dei
giojosani lo voglia: ed è quindi bene riaprire il discorso: e farlo adesso che
la bella stagione è finita.
La
discussione ci era parsa essersi in ultimo avviata verso il triste, vecchio
sentiero della sostanziale speculazione, storicamente infruttuosa e sinceramente
indecorosa, anche se confesso che in qualche momento sembrava essersi incanalata
nei giusti binari della dialettica costruttiva (difatti spazio è rimasto per
dei contributi che mi sarei aspettato su sviluppo sostenibile, impatto
ambientale, interessi intermunicipali e municipali, cost-benefit analysis,
ecc.).
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Quanto
all’opinione pubblica, ci pare abbia vissuto gli eventi con varia intensità,
sempre crescente in concomitanza di incidenti e frane e ben più rilassata con
… l’arrivo del bel tempo. Quanto invece ai rappresentati eletti, vicini e
lontani dall’opinione pubblica, hanno agito toccando, talora astutamente,
varie dimensioni: dagli interventi e dagli incontri dei sindaci con le varie
autorità governative ai consigli comunali, dai pareri dei singoli consiglieri e
dei vari politologi giojosani sotto gli alberi al Ritrovo Roma alle loro
esternazioni sui media. Ed
è comunque ovvio rilevare, e lo facciamo con grande piacere, che il dibattito
è stato per lungo tempo di enorme passionalità (che è sempre un bene) e che
ha destato generalizzati e variegati interessi.
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Detto
questo, voglio ora dirvi che io e la mia corte dissentiamo, e non perché
Gioiosa Marea non abbia un problema di viabilità, questo è anzi uno dei
problemi più chiari e manifesti; ma perché non credo lo svincolo sia cosa
facile ed immediata e soprattutto perché non credo si stiano affrontando i
problemi attuali e drammatici della viabilità interna e dei collegamenti con i
paesi viciniori, a cui invece sono, sì facendo ed operando, tolte le urgenti,
necessarie anzi vitali energie cui tutti, senza colore politico, dovrebbero
contribuire. E la storia, ahimè, insegna che spostare l’attenzione, o meglio
attirarla su qualcosa, è sovente frutto di strategie occulte!
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Riceviamo
da qualche decennio missive ben articolate, dai nostri legati nelle terre basse,
sul fatto che si aspetta ancora il completamento dell’autostrada che dalla
città di Messina giunge nel capoluogo regionale Palermo, città che conta circa
un milione di abitanti ed è la sesta città d’Italia per popolazione
residente (e non conta, ahimè, circa tremila abitanti: ovvero quelli che
potrebbero usufruire del novello e futuribile svincolo di Oceri-Caferì). E per
quanto sicuri e speranzosi che le passate esperienze, di quando voi di là
stavate qua, fossero maestre di vita, seguitiamo purtroppo, e lo facciamo da
decenni, a ricevere notizie sugli infruttuosi tentativi di risolvere anche il
problema della comunicazione tra le città portuali di Messina e di Reggio di
Calabria, che ci auguriamo vengano risolti a breve, in qualunque modo, con o
senza ponte, con o senza tunnel, con o senza Berlusconi e con o senza i vari
addetti tirapiedi ai Lavori Pubblici ai vari livelli, e magari prima del
continuamente e pedissequamente, a volte penso addirittura deliberatamente,
scordato anno del libero scambio nell’Isola mediterranea di Sicilia del 2010. |
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E
torniamo allo svincolo, con uno spunto che ricavo da un messaggio apparso sul
Forum dei Gioiosani qualche mese fa. Noi non sappiamo se i proponenti, fautori
dell’idea e supporter, hanno mai fatto la prova partendo, poniamo, dall’ex
bar - del mitico ed indimenticabile gestore di locale pubblico Panettiere don
Carmelo - Las Vegas e l’abbiano fatta simulando un’emergenza. Ebbene,
vorrei che facessero la prova e ci rapportassero del tempo che si impiega per
arrivare a Caferì-Oceri in un giorno normale e poi da lì (sommando il tempo
supponendo di prendere l’autostrada da Brolo e conteggiandolo dal ponte
autostradale che è sullo Zappardino e comunque non scordando quello che bisogna
perdere nel futuribile e novello raccordo, ovvero tempi di snodo, di pedaggio,
ecc.) all’ospedale Barone Romeo di Patti. E poi facciano la stessa prova
prendendo la statale Palermo-Messina in direzione Messina fino all’ospedale
Barone Romeo di Patti. E mi dicano se secondo loro si arriva prima da
“sotto” o da “sopra”. Ipotizziamo allora un viaggio virtuale per la
strada di “sopra” considerando un già esistente svincolo.
Innanzitutto a Gioiosa Marea non c’è un’autoambulanza, e non c’è non perché non si è mai pensato ad averne una, anzi vorrei ricordare ai consiglieri comunali ed agli assessori comunali di ri-controllare il programma elettorale del sindaco e si accorgeranno che all’acquisto di un’autoambulanza è fatta esplicita menzione, mentre mai, dico mai, è fatto riferimento (implicitamente o esplicitamente) allo svincolo autostradale di Oceri-Caferì (onde li inviterei a mantenere le promesse …). Ma l’operato del sindaco non lo discuto e sulle sue volontà ripongo assoluta fiducia: a garanzia prendo la sua determinazione per risolvere il problema degli accessi a mare di Saliceto! Onde non è sicuramente il sindaco il problema, anzi! Comunque, poniamo che in quel momento passi qualcuno con una macchina e carichi il/i malcapitato/i per accompagnarli all’ospedale. Sperando che la persona sia un giojosano, perché altrimenti prenderà sicuramente e per esigenza (sic!) d’orientamento un senso unico, oserei supporre che prenderà quasi sicuramente la via Mazzini, magari con uno spettacolare testacoda, perché altrimenti sarà costretto a salire da via Roma, non potendo svoltare prima a sinistra, e perché sicuramente sceglierà la via dell’Agro Santo (e sempre sperando che non sia un Venerdì di mercato cittadino), perché obbiettivamente non può pensare di restare fermo per dieci minuti sulla Nazionale tra il bar Buzzanca e la gioielleria Lady Mary date le macchine posteggiate in cronica attesa di un piano parcheggi e di un nuovo piano per la segnaletica stradale, al cui nuovo riassetto è fatta chiara ed esplicita menzione, con ossessiva insistenza quotidiana, nel Forum dei Gioiosani (a testimoniare l’importanza del problema e l’urgenza della soluzione evidentemente ancora non trovata … e per quanto le buone intenzioni non siano mancate).
Detto
questo, io e la mia corte continuiamo a dissentire. E dissentiamo non perché
non ci piacerebbe avere lo svincolo, anzi tutt’altro, ma perché ci pare non
essere mai usciti da quel vecchio stile vergognoso delle grandi opere
irrealizzabili che ha distrutto e sventrato i nostri territori.

foto scattata da un aereo sulla zona del futuro (?)
svincolo
Dalla
mia torre campanaria guardo spesso lo spettacolo di zona Sottogrotte e quella
del suo annesso impianto sportivo, alla cui pronta soluzione è fatta chiara ed
esplicita menzione, con ossessiva insistenza quotidiana, nel Forum dei Gioiosani
(a testimoniare l’importanza del problema e l’urgenza della soluzione); mi
sposto quindi verso destra e guardo l’altra marina, e rivedo i perenni ed
incompiuti lavori della palestra comunale di San Giorgio e l’obbrobrio immane
di una nuova chiesa che tutto sembra tranne che la casa del Signore e tra loro
l’ingordigia umana farsi persona nello squarcio della vecchia tonnara; ritorno
ancora a sinistra e rivedo l’Auditorium di Gioiosa Marea che è
(letteralmente) in costante stato di lavoro, con (letteralmente) continui
e piccoli lavori o ratteddi, che si trascinano (letteralmente) da
decenni.
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Dissentiamo quindi perché la nostra paura è che con la storia dello svincolo si possa perdere l’obiettivo iniziale, ovvero la fruibilità sostenibile, altrimenti detta normalizzazione, dei collegamenti esistenti. E quindi dissentiamo perché avremmo voluto che nel breve termine si fosse decisamente puntato il dito sulle attuali strade di collegamento, strade panoramiche e bellissime, che necessitano solo di studi seri ed organici (come li necessita il problema del traffico cittadino), prendendo, se del caso, a pedate nel culo tutti quelli che sono da prendere a pedate nel culo (con somma gioia dei locali calzolai!). E magari nel medio, o meglio nel lungo termine, pensare allo svincolo (anche perché i sogni - non mi si fraintenda ché anche a me, come a chiunque, piacerebbe evitare di uscire a Patti o a Brolo/Capo d’Orlando Est - altresì detti realtà, è sempre bene coltivarli …). |
Vinciguerra d’Aragona
Capitano d’Arme
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