Gioiosa Marea Ieri ed Oggi
Dovevo scrivere di strade dissestate e riviere dimenticate, ma credo sia molto più interessante fornire alcune riflessioni sulla dinamica del tempo, delle intemperie e del progresso sociale. Abbiamo d'altronde scelto quello che ci circonda e quando non lo abbiamo scelto noi dei nostri simili lo hanno fatto in nostra vece.
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La fontana. Mi sovviene innanzitutto il problema delle strade. La Gioiosa Marea della foto di sinistra non ha problemi di viabilità immediata. Poche dovevano essere le macchine e poche dovevano essere le strade. Non si poneva il problema dello svincolo perché non c’era l’autostrada. Ma doveva porsi però il vecchio problema del ‘malo passo’ di Calavà. Il problema è sostanzialmente rimasto. Il dibattito sullo svincolo ha solo spostato l’attenzione sul problema immediato. Ha fatto solo del male e del danno. In buona sostanza il problema dei collegamenti si è arenato nelle discussioni ed il problema immediato non si è affrontato. Basta andare a Calavà per capire che la strada non è stata aggiustata. O meglio, si è aggiustato la parte di manto che è rimasta sulla strada mentre la parte caduta a mare è semplicemente rimasta a mare. Le male lingue direbbero che è copia speculare del paese: anch’esso a mare. Ma torniamo alla foto di sinistra. Non tutto è stato riproposto nella nuova fontana. In ogni caso tra la vecchia e la nuova fontana ci sono anche state delle fasi intermedie. Ma quello che più mi affascina è l’assenza delle Case Popolari. In sua vece i giardini nobiliari. Ancor più, mi sovviene il fatto che la prima documentazione di insediamenti stabili a Ciappe di Tono si riporta proprio in contrada Casini. Ed in basso, sulla destra, le case, case che dovettero essere costruite sul primo insediamento che fu della Nuova Gioiosa.
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L’Asilo com’era una volta. L’asilo che venne trasformato nell’Ottocento in struttura di carità. Certo che la legge del 1866 sulla soppressione dei beni appartenenti agli istituti religiosi, a ben pensarci, ne ha cambiate di cose nell’Italia Sabauda. Tolsero quasi tutto era degli enti di culto e lo inglobarono nella proprietà demaniale. Gran parte degli edifici municipali di oggi, e non solo a Gioiosa Marea, subirono quella sorte. Ma di quelle suore di Sant’Anna mi piace ricordare la strenua resistenza all’abbandono del sito di Gioiosa Guardia. Dalle due loro Case, di Sant’Anna e di San Giovanni, vennero poi costrette a forza. Poi, nel nuovo sito, si trasformò la struttura e la si rifondò in Asilo. Non credo sia opportuno fare commenti sull’opera di restauro. Le due foto parlano abbastanza e lo fanno a voce alta. Altro è che la voce sia sentita. Ma su questo non abbiamo poteri. Una cosa però posso aggiungere sulle Opere di Carità. E ricordare che nel programma del prossimo sindaco dovrebbe essere inserito uno specifico riferimento all’acquisto di una autoambulanza. Come si fa in altri paesi. Poi, dei medici e dei volontari con patente, a turno, potrebbero mettersi a disposizione e fornire volontariato.
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Questa è una prospettiva affascinante. Ci sarebbe da scrivere per ore. Nella foto di sinistra c’è tutta la magnificenza dei palazzi nobiliari, la direttiva corre fino a via Francesco Crispi e sale per via Giuseppe Natoli Gatto. Qui però copriamo solo la parte nord. Una caratteristica che troveremo nelle foto a venire è la presenza di alberi appena piantati, protetti quindi da strutture metalliche. Entrare nei dettagli di ogni palazzo sarebbe troppo e ci vorrebbe un esperto in storia dell’architettura. Ma il dibattito non si esaurirebbe con l’aspetto architettonico. Altrettanto affascinante è la stessa pianificazione urbanistica. Ad esempio, la nuova Gioiosa Marea divide tanto in comune con la nuova Castell’Umberto. Per entrambe si ricorse ad esperti pianificatori del Nord. Entrambe le cittadine vennero ricostruite daccapo. E sarebbe interessante analizzarne i tratti in comune, specie perché Castell’Umberto venne ricostruita sulla collina dopo la frana di Castania in Valdemone e Gioiosa Marea venne ricostruita sul mare dopo l’esodo da Gioiosa Guardia. Ed un bel lavoro in accordo tra i due comuni sarebbe veramente auspicabile ... Tornando a noi, quello che resta nell’analisi delle due foto è il disarmante impatto mediatico della foto di destra: il progresso fatto materia e strutture portanti. D'altronde questo è il prezzo del progresso. Ma mi piace ricordare pure lo sfondo del Pizzo di Cola Sacco nella foto di sinistra.
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A destra l’arena. A sinistra la vecchia Villa, ancor prima della fontana colorata. Ma ancora più interessante è la magnificenza del palazzo a mio avviso più bello che c’è a Gioiosa Marea, magari non per posizione ma per gusto architettonico: il Palazzo Benincasa. Si noti inoltre la piccola palma, appena piantata nella foto di sinistra.
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Se ne parlava da un paio di decenni. Si doveva consentire la passeggiata collegando le due piazze! Non se ne è fatto nulla. Credo che ora sia una prospettiva impossibile. Troppi errori e troppe parole buttate al vento. Questo era un punto che doveva essere priorità! Quanto alla spiaggia la prospettiva inganna, in quanto il webmaster ha deliberatamente fatto la seconda foto da sopra la ringhiera. A destra invece la foto è fatta ben lontano dalla ringhiera, eppure, sconcertante, sembra che la spiaggia sia uguale: ma nella prima foto è di molto più lunga! Inoltre, nella foto di destra si notano i barconi che dovevano essere delle minajte e delle sciabiche della marina di Gioiosa. Si potesse andare in profondità noteremmo che c’è pure un tratto di spiaggia oltre la Torre delle Ciaule, da dove, fino agli anni Trenta, passavano i carretti che collegavano Calanovella con Gliaca di Piraino!
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Le due chiese. La vecchia e la nuova. Ora la parte alta della vecchia chiesa, che poi divenne sacrestia della nuova, è sede della canonica. Alle sue spalle, la vecchia sede dell’Azione Cattolica, dove ci sono ora i registri parrocchiali della vecchia Guardia. I registri più interessanti della Sicilia! E quello che è la dentro deve essere priorità delle priorità per il nuovo sindaco!
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San Nicola. Non me la sento do fare commenti sulla statua. E non me la sento di fare commenti sulla nuova facciata. Un appunto va solo al Campanile recentemente restaurato e, soprattutto, ridipinto. Anche da lontano mostra colori di intonaco diversi, almeno due colori diversi. Hanno semplicemente sbagliato la composizione dell’intonaco. Dovevano semplicemente rifarlo!
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Questa è una delle poche case che si è conservata con gusto e decenza. E poi ci sono quei due alberi che uniscono i rami come se volessero fare corona, o meglio arco. Non si vedono logge in Piazza Santa Maria delle Grazie, ma dovevano esserci, forse vicino al Collegio dei Filippini
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A parte la Farmacia, che se si fosse fatta la foto oggi, e non un paio di mesi fa (ndr) … non sarebbe più venuta … mi affascinano le vecchie robinie, già nel giardino della chiesa di San Giovanni Battista, che appare appena sulla destra della foto di sinistra. E guardate poi i tavolini sotto gli alberi. Siamo ai tempi di Piazza Mercato, sede per un po’ appunto del mercato cittadino.
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Distesa immane di alberi da frutta e oliveti. Ma è soprattutto il corso del torrente che è significativo. Qui non sono colpe specifiche o individuali ma di un paio di generazioni che agendo in maniera dissennata, forse inconsciamente, hanno sventrato alberi e colture. Purtroppo questo dell’acqua non è un problema unicamente gioiosano. E dire che la zona dei Nebrodi è una delle poche che in Sicilia non ha problemi di acqua.
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Che belli gli alberi. Il palazzo del Vescovo è a due piani nella foto di sinistra ed a tre in quella di destra. Il secondo piano era per il Vescovo quando veniva a visitare Gioiosa. Poi il Regno si prese tutto. Ora vedremo quello che succederà perché ho visto nuove impalcature a coprire la facciata. Premetto che non ho mai visto nessuno nell’archivio parrocchiale fare ricerche storiche sull’antico edificio! E dire che c’è una stupenda giuliana che dettaglia tutti i lavori ed i materiali utilizzati dal primo Ottocento a metà Novecento. Ma questi sono evidentemente considerati dei dettagli …
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Palazzo Natoli è da questa prospettiva assai simile a Palazzo Benincasa. Palazzo Natoli venne colpito da due proiettili sparati da una nave americana nella Seconda Guerra mondiale.
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Qui ci siamo mantenuti bene. Era d'altronde difficile rovinare la Rotonda! Voglio dire che ci voleva tanto impegno. Dalla foto di sinistra la spiaggia sembra sterminata. Quanto ai cordoli sembrano quelli di un odierno circuito automobilistico … Non so se il webmaster ha voluto immortalare quella Cinquecento nella foto di sinistra per farne modello di confronto con la macchina nera che è sulla foto di destra ...
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Via dei pescatori. Una bella idea sarebbe quella dei negozietti, certo. E se l’idea mai si dovesse realizzare questa, e le viuzze che sono parallele, ne sarebbe ambiente ideale.
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Non ho parole.
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Qui mi colpisce il tizio senza casco nella foto di sinistra, certo è fermo e potrebbe avere il casco nella mano destra e quindi essere coperto alla vista, oppure avrebbe potuto darlo ad un suo amico che non si vede o ancora lo ha poggiato a terra e la foto non lo fa vedere. Di certo avrà il casco. E noi vogliamo credere che è in possesso di un casco. Ma c’è dell’altro. Mi colpisce infatti anche la parte terminale del palazzo di sinistra nella foto di destra. Nel confronto con la foto di sinistra è difatti cambiato
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Guardate il lampione al centro della strada nella foto di sinistra ed i lampioni nella foto di destra. E guardate le ragazze affacciate al balcone nella foto di sinistra. Di certo quelle ragazze vedono la macchina fotografica. Innegabile invece che la strada della foto di sinistra è pulita e l’immagine del cassonetto verde ne è corollario.
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Nella foto di sinistra non c’è ancora il muro nella Piazza della Matrice. Non ci sono macchine parcheggiate. Non ci sono problemi di parcheggio. E quel che più conta non si pensa ancora di fare un parcheggio sotterraneo ...
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Sulla balaustra di Piazza Municipio si è scritto tanto e non credo di dover aggiungere alcunché. Altro invece è il fascino che quelle auto suscitano nella foto di destra.
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Tutto è nella logica delle cose. Tutto si giustifica con le esigenze demografiche, con i piani regolatori e con le vocazioni commerciali. Tutto. Tranne lo scempio dello Skino!
Vinciguerra d’Aragona
Capitano d’Arme