La Murga si afferma nei primi decenni del secolo scorso all’interno del Carnevale argentino. Eredita dagli schiavi africani modelli coreografici e l’uso della parodìa. Questi, appropriandosi dei vecchi abiti dei loro padroni ( frak e cappelli soprattutto) si burlavano di loro con canti, recitativi e danze spettacolari al ritmo coinvolgente di strumenti soprattutto a percussione. In questo contesto si inseriscono gli immigrati spagnoli ed italiani che si concentravano nei quartieri popolari di Boca e Palermo e per l’occasione decoravano come ricche carrozze i loro carretti usati per trasportare il latte. Nel periodo di splendore che va dagli anni ‘30 agli anni ’40 nella sola città di Buenos Aires si  contavano circa 120 gruppi di Murghe. Ogni barrio (quartiere) aveva la propria murga con caratteristiche peculiari e sponsor legati al mondo del calcio.

La Murga gioiosana

Fu un immigrato, di ritorno dall’Argentina, il “comandante” Turi Zampino, che importò a Gioiosa questa caratteristica usanza, organizzando una coloratissima e strampalata orchestrina, arricchendola di simboli tratti dal contesto marinaresco, come la brogna e u friscalettu. La naturale “gioiosità” dei gioiosani fece il resto. Essa  divenne il simbolo del carnevale gioiosano e il comandante Zampino, divenne per tutti “ Il Murgo”.

Oggi


foto dell'edizione 2009

Abbiamo ripreso questa antica tradizione, allargandone gli spazi e gli intenti. Sono state create tre Murghe di quartiere, ma in futuro possono essere anche di più, per dare più “musica”a tutto il territorio, ma soprattutto per dare più “voce”e più coralità ad una cultura che rischia l’estinzione.

Cultura dell’identità


foto dell'edizione 2009

Oggi con tutte le iniziative ad essa legate si vuole rafforzare quella cultura dell’identità che non è solamente conservazione di un bene del passato, bensì carta di presentazione del nostro territorio, nella sua triplice valenza di tipicità, allegria e memoria che insieme costituiscono un volano di partenza per un futuro di qualità .

IL CENTRO DI CULTURA SICILIANA   “Pane e Gelsomini”