Stefano Lembo   

Stefano vi aspetta Domenica 1 Giugno ore 18,30 nei locali dell'Auditorium Comunale di Gioiosa Marea per la presentazione della sua ultima raccolta di poesie "CARTACARBONE"

Tratte dalla "Collana Poetica" a cura dell'Associazione Culturale "ARS VIVENDI" , l'autore regala ai lettori del nostro sito le 2 poesie che seguono

Tra spiagge e colline

Tra la quiete del mare ti adagi,
incantevole nella tua semplicità,
accattivante nella forma,
tra storia e cultura
vivi la tua primogenitura,
da quando, fra le colline della Guardia,
vegliavi sul mare.
Ricordi quando da seconda Taormina,
i paesi limitrofi guardavano la tua incantevole vetrina
splendevi come il sole in primavera,
traspirando emozioni da ogni dove.
Con le tradizioni delle tue contrade
e le numerose feste popolari,
con l'espressione del tuo Carnevale
unico nel suo genere
dove quello che contava
in altre isole non si trovava.
Tra spiagge e colline
ti fai sempre sentire
con le tue piccole arti.
I pescherecci ti parlano senza mai dormire
e le tradizioni contadine mantengono le umili aspettative.
Poi, quando di sera guardo il mare,
un rosso fuoco tende a riavvicinare
le perle del mare con le luci delle colline,
tingendo di color pastello l'orizzonte e il suo gemello.

Tra spiagge e colline vivrai le tue notti,
aspettando che una luce valorizzi la tua voce,
cullando con le tue carezze
i tuoi abitanti e le loro incertezze.

Rose d'asfalto

Brucia, l'asfalto
di un giorno mai dimenticato,
dove si dice e si scrive
di come il sangue abbia inondato le rive.
Guardando le tracce lasciate
da quelle divise mai truccate,
che come macchie indelebili
non si potranno cancellare
esse diventano come il sogno
di un arcobaleno in cui sperare.
Le rose sono lì sull'asfalto
nel ricordo di un coraggio che non finisce,
e, pensando che la paura, prima o poi, svanisce
lasciando un piccolo sentiero,
che ieri era mistero.
Violacee, azzurre sensazioni
intimoriscono i miei umori,
perchè nel simbolo di un uomo
s'intreccia il coraggio di voler rompere l'uovo,
per trovare una verità
in un mondo di fraterna omertà,
dove il barbaro fratello,
colpisce con la maschera ed il mantello.
Le rose sono lì sull'asfalto
che brucia anche d'inverno,
in un ricordo sempre eterno,
sono lì nella bocca del vulcano,
il diavolo tende la sua mano
spezzando la catena della vita,
e non un fiocco di neve,
non una dolce brezza,
spegneranno la voce al di là della coscienza.

 


Presentazione Del Libro Di Poesie "Il Grillo Parlante" - For more amazing video clips, click here

Stefano Lembo, nato a Barcellona P.G. il 5 Marzo 1974, è un ragazzo lavoratore, diplomato al Commerciale di patti, e appassionato di musica e canto.
E'autore di numerosissimi "canti liberi", paragonabili al trovatori e ai poeti estemporanei.
In questo libro di poesie , esprime il suo proprio stato d'animo. Il suo canto è libero , come in un gioco psicologico di sentimenti: si colloca su uno sfondo di libertà e incarna messaggi per la vita lieve e drammatica, esistenziale ed audace, traendo energia e forza in assoluta libertà di vivere la sua inesauribile sorgente che si mescola con acque più sane "del suo mare-terra".

Queste 2 poesie sono tratte da "Il grillo parlante" Cinque Marzo 1974
Collana Poetica a cura dell'associazione Culturale "ARS VIVENDI" 2007, per gentile concessione dell'autore.

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IL GRILLO PARLANTE

Come è bella questa serata
cosi calma e beata.
Il vento cosi dolce e avvolgente
accarezza i miei capelli e libera la mente.
Peccato che il grillo non smetta mai di parlare
e i miei pensieri vada a funestare.
D'un tratto mi viene da pensare
che forse dietro questo grande parlare
c'è qualcuno che mi possa tanto assomigliare.......
Decido cosi di ascoltare
incuriosito e senza mai fiatare
dando libertà d'espressione
e frasi che mi danno un'altra visione.
Ascoltando, apprendo nuovi risvolti
che nella vita in fondo non capiscono in molti.
E mi ritrovo a rivedere la mia opinione
vedendo un'anima con tanti volti
e non un fastidioso grillo come vedono in molti.

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La grande quercia
(a mia padre)

Il cielo cosi cupo ed opprimente
rende il mio animo sempre più deprimente.

Cosi, guardandomi intorno, vorrei cercare
quello che una volta era cosi facile trovare.

Andando alla ricerca di quel gigante
che, quando ero piccolo, per me era cosi' importante.

Ricordo, che quando il tempo pioveva,
coi suoi grandi rami mi proteggeva.

La sua tempra cosi forte ma sensibile
mi dava sicurezza e e mi rendeva invisibile.

Ricordo il freddo giorno in cui fu tagliato,
il mio coraggio d'un tratto fu spezzato,
e da adolescente fragile ed impaurito
il mio cammino sembrò quasi smarrito...
Cosi, non sapendo cosa fare,
la mia "gemma" ha cominciato a meditare.

Col passare del tempo da adolescente,
con tante debolezze,
son diventate un uomo con certezze,
perchè in fondo la grande quercia
nel mio cuore resterà
e per sempre grande forza mi darà.